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#1
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| Cari Signori, alla faccia di quanti hanno studiato e continuano a farlo per raggiungere un brevetto, avete sensazione che ultimamente alcune didattiche, anche di tipo federale magari ultime nate, che per farsi largo e rintagliarsi uno spazietto nel panorama delle didattiche operanti in Italia, concedono a persone che non avrebbero mai, dico mai, la benche' minima possibilita' di conseguire il brevetto di istruttori, di regalarglielo solo perche' questi hanno la capacita' commerciale di recuperare allievi e brevettarli? Fintanto che queste persone orbitavano nele didattiche commerciali, potevo anche comprenderlo ma oggi che tale anomale manovra si appresta anche nelle didattiche di tipo federale, siamo veramente alla frutta, infatti con l'avvento del Cias, che ricordo e' l'organismo che raggruppa le didattiche riconosciute dalla federazione, questi figuri senza saper ne leggere e scrivere,entrano dalla porta di servizio e con il sistema della conversione tra le stesse didattiche, ricevono brevetti di istruttori, gli stessi brevetti che tutti quanto che ci leggono hanno conseguito a mo' di grossi sacrifici. Cosa ne pensate, non sto a contrapporre le didattiche ma penso che qualcuno debba parlare e denunciare. Ciao The Wreeckman (Il relittaro) |
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#2
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| ma che bella scoperta che fai fatto.....solo adesso ? Fiorella Bertini "Fausto" <relittaro@virgilio.it> ha scritto nel messaggio news:i9Eeb.150808$hE5.5106675@news1.tin.it... > Cari Signori, alla faccia di quanti hanno studiato e continuano a farlo per > raggiungere un brevetto, avete sensazione che ultimamente alcune didattiche, > anche di tipo federale magari ultime nate, che per farsi largo e > rintagliarsi uno spazietto nel panorama delle didattiche operanti in Italia, > concedono a persone che non avrebbero mai, dico mai, la benche' minima > possibilita' di conseguire il brevetto di istruttori, di regalarglielo solo > perche' questi hanno la capacita' commerciale di recuperare allievi e > brevettarli? Fintanto che queste persone orbitavano nele didattiche > commerciali, potevo anche comprenderlo ma oggi che tale anomale manovra si > appresta anche nelle didattiche di tipo federale, siamo veramente alla > frutta, infatti con l'avvento del Cias, che ricordo e' l'organismo che > raggruppa le didattiche riconosciute dalla federazione, questi figuri senza > saper ne leggere e scrivere,entrano dalla porta di servizio e con il sistema > della conversione tra le stesse didattiche, ricevono brevetti di istruttori, > gli stessi brevetti che tutti quanto che ci leggono hanno conseguito a mo' > di grossi sacrifici. > Cosa ne pensate, non sto a contrapporre le didattiche ma penso che qualcuno > debba parlare e denunciare. > Ciao > The Wreeckman (Il relittaro) > > |
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#3
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| "Fausto" <relittaro@virgilio.it> ha scritto nel messaggio news:i9Eeb.150808$hE5.5106675@news1.tin.it... > frutta, infatti con l'avvento del Cias, che ricordo e' l'organismo che http://www.mclink.it/assoc/assonet/arcart/Cias.pdf Francamente nutro qualche perplessità per queste organizzazioni di didattiche (vedi anche l'adisub). Non vorrei che alla fine sostenessero l'obbligatorierà dei brevetti a livello normativo ...... Inoltre imho le didattiche, comprese quelle federali, dovrebbero fare esclusivamente didattica ed attività collegate (con assoluta libertà di scelta da parte degli allievi). -- Max max Tutela anche tu il tuo hobby da indebite ingerenze. Costituisci una sezione dell'Associazione Italiana Liberi Subacquei http://www.liberisub.it |
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#4
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| "Fausto" <relittaro@virgilio.it> ha scritto nel messaggio news:i9Eeb.150808$hE5.5106675@news1.tin.it... > Cari Signori, alla faccia di quanti hanno studiato e continuano a farlo per > raggiungere un brevetto, Studiato? ma cosa? quanti brevetti vengono venduti nei diving di questo mondo? specialmente durante le ferie? C'e' gran poco da meravigliarsi. Figurati, lo fanno pure per le patenti automobilistiche e nautiche (vedi sub affettato al Lago di Garda). Almeno questi si ammazzano per conto proprio senza coinvolgere dei non colpevoli (a parte quelli che devono recuperarli). In fin dei conti tutte le limitazioni che danno all'immersione ricreativa ci sono pur per dei validi motivi! Il business, caro mio, e' ormai avviato e pure alla grande, adesso poi che c'e' pure un po' di crisi figurati se non mollano i cordoni della borsa: ho! 'sta ggente ha famiglia da mantenere e tutte le denunce di questo mondo non la faranno desistere.. Ad lib.. Fabrizio |
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#5
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| "Fausto" <relittaro@virgilio.it> ha scritto nel messaggio news:i9Eeb.150808$hE5.5106675@news1.tin.it... > Cari Signori, alla faccia di quanti hanno studiato e continuano a farlo per > raggiungere un brevetto, avete sensazione che ultimamente alcune didattiche, > anche di tipo federale magari ultime nate, che per farsi largo e.................cut Bentornato sul pianeta Fausto :)))) Com'era la gigante bianca Chimera? Aggiungo una nota volutamente polemica: si tende a considerare sempre più l'istruzione tecnica necessaria per scendere sott'acqua come uno studio di tipo Universitario.Si sentono e si leggono termini come: guru, filosofia (in senso stretto), legittimazione, normazione, protocolli, accademia, disciplina etc. Io ritengo che sia ora di abbassare il timbro della discussione, ridimensionare il fenomeno, riportare le cose alla loro vera natura.....insomma tornare alle origini quando l'immersione era solo l'immersione, nella sua semplicità, circoscrivibilità di una semplice attività, impegnativa ma sostanzialmente ludica. Tutta la questione si riassume nel fatto che, dal punto di vista teorico, sia pure con tutte le incognite che la medicina iperbarica e in generale la conoscenza della fisiologia dell'uomo immerso comporta (ma questo riguarda la ricerca scientifica, con la quale troppo spesso i sub di oggi amano confondersi), l'immersione subacquea è di una semplicità estrema.Basterebbe quasi la legge generale sui gas e pochi altri universalmente conosciuti principi per spiegare tutto.Quello che si sottovaluta è la cosa più importante, in un'attività che è sostanzialmente fisica e poco intellettuale: l'esperienza. Il graduale addestramento e condizionamento che era la sostanza dell'immersione un tempo.Questo dovrebbe significare: pochi corsi che durano di più e sopratutto più impegnativi, inoltre molte ore di immersione. Un tempo questo era reso possibile dal sacrificio di appassionati (leggi istruttori) che la sera, invece di stare a casa davanti al televisore, stavano ore in piscina nei pochi centri federali, con un rimborso spese appena sufficiente a coprire le spese e spesso nemmeno quelle.Oggi, per ragioni puramente commerciali, questo non è più conveniente il che non sarebbe un problema ne uno scandalo.Se però non ci fosse attenzione solo all'aspetto commerciale, con tanti inutili corsi, tanta tanta scenografia.Lo dico con immenso rispetto dei tanti istruttori e professionisti che scrivono qui. Io ritengo che la buona volontà non basta e le buone intenzioni naufragano nel mare dell'evoluzione negativa del settore.Non voglio fare il solito discorso nostalgico integralista; non ritengo che prima fosse tutto perfetto ed ora tutto sballato.Non è così semplice.Quello, però, che oggi si nota, ed in maniera macroscopica rispetto al passato, è che il subacqueo è solo un cliente da stupire, da catturare e sottrarre ai potenziali concorrenti (che oggi sono davvero troppi) La "tribù delle roccie" è probabilmente estinta. Prendiamo, ad esempio, la trafila dei corsi cd. tecnici: nitrox base, nitrox avanzato, nitrox tecnico, deep air, trimix normossico, trimix avanzato. Ritengo che un subacqueo avanzato con un livello di preparazione tecnico teorica di 2°/3° livello è già ampiamente in grado di spiegare fenomeni come narcosi, ipossia e iperossia e adeguare l'uso delle miscele alle circostanze.I principi teorici sono sempre gli stessi.Chiaro che la difficoltà risede nella gestione di complesse attrezzature che necessità di un certo addestramento....ma farci 5 corsi diversi? Come una scuola guida che insegna prima ad aggiustare il sediolino e gli specchietti, poi a cambiare la ruota, poi a guidare solo in prima, poi a guidare usando tutte le marcie.... Gio |
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#6
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| On Thu, 02 Oct 2003 00:56:06 GMT, "Giovanni Rossi Filangieri" <giovanni.filangieri@tin.it> wrote: >Aggiungo una nota volutamente polemica: > >si tende a considerare sempre più l'istruzione tecnica necessaria per .......................... Giovanni, guarda che il tuo "ritorno alla semplicità" è il motto delle cosiddette "didattiche commerciali". L'unica differenza è nel numero di immersioni, per il resto loro propongono una teoria semplice e semplici esercizi. quello che tu definisci esperienza loro lo chiamano "specialità" Personalmente preferisco, e pratico, corsi di tipo "annuale" ma non condanno a priori altri tipi di approcci, l'unica perplessità è circa l'effettiva autonomia dei sub dopo il primo corso, ma questo può valere anche per corsi di tipo annuale Ciao Angelo |
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#7
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| Giovanni Rossi Filangieri <giovanni.filangieri@tin.it> wrote: > Non voglio fare il solito discorso nostalgico integralista; non > ritengo che prima fosse tutto perfetto ed ora tutto sballato.Non è così > semplice.Quello, però, che oggi si nota, ed in maniera macroscopica rispetto > al passato, è che il subacqueo è solo un cliente da stupire, da catturare e > sottrarre ai potenziali concorrenti (che oggi sono davvero troppi) La "tribù > delle roccie" è probabilmente estinta. eh giovà giovà ti sei fatto vecchiarello se parti con.... come si stava meglio una volta quando eravamo giovani noi...... ore e ore in una piscina all'aperto ( NERVI e il mitico Marcante docet) d'inverno e senza muta, e chi arrivava in ritardo alle lezioni 100 flessioni o 20 vasche di nuoto e stai punito! altri tempi...... non ci sono più i giovani di una volta....... eh si si hanno superato gli .....anta: capelli bianchi , chi é fortunato e li ha, salvagente o airbag o ""maniglie dell'amore""..... io ne ho per comitive di maniglie dell'amore...... "la tribù delle rocce""............. intanto i vecchiarelli non dovrebbero andare sulle rocce che poi si fanno male e.......... forse oggi non ci sono più manco le rocce però é vero che i tempi sono cambiati... computer, telefonini, frigoriferi, dvd, tv al plasma... sai le comdità moderne !!!! poi va via la corrente e tutti a lume di candela............... eh si si si stava meglio una volta.. a nanna con le galline, levataccia all'alba, le stagioni erano stagioni, non era ancora scoppiata l'atomica che da quella volta non ci sono più le mezze stagioni.....e sopratutto piove governo ladro.... >""è che il subacqueo è solo un cliente da stupire"" se sostituiamo la parola subacqueo con sciatore, biker, tennista, anzi meglio ""consumatore"" che cambia???? nulla assolutamente nulla. perché il sub dovrebbe essere un'altra cosa.....???? ma allora é colpa della subacquea intesa come settore o é il mondo d'oggi che funziona così....???? ( e sono assolutamente d'accordo con te, anche a me non piace). d'altra parte ci sono un sacco di cose che funzionano meglio di una volta, ci sono più conscenze, informazioni, comodità e ancora sensibilità verso le persone , gli animali, l'ambiente.... negli anni 60 Cousteau prevedeva la morte del mediterraneo, poi si é scoperto che tanto paladino del mare poi non era, che come tanti cercava il business. E sopratutto si sbagliava ( per fortuna) clamorosamente. oggi il mare , ma non solo, sta meglio di 20/30 anni fa. di quando volonterosi, ma alquanto impreparati si sacrificavano ad insegnare ed imparare ad andare sott'acqua. Scambiando forse il sacrificio fisico (freddo, fatica ecc ecc) e psichico (disciplina militare, gerarchie, nonnismo) con il pedaggio necessario per selezionare pochi perfetti superuomini a cui venivano svelati i segreti degli abissi. barbs in fondo il mondo e l'uomo non cambiano mai, si ripetono e si rinnovano. Gli antichi avevano ragione si stava meglio quando si stava peggio......... |
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#8
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| "Angelo" <geamtoglimi@geamtoglimi.it.invalid> ha scritto nel messaggio news:3f7c4d4f.35650392@news.tin.it... > Giovanni, guarda che il tuo "ritorno alla semplicità" è il motto delle > cosiddette "didattiche commerciali". Non direi, dato il proliferare di corsi e la profondità tanto al metro (e non mi dire che le didattiche tecniche non sono commerciali). -- Max max Tutela anche tu il tuo hobby da indebite ingerenze. Costituisci una sezione dell'Associazione Italiana Liberi Subacquei http://www.liberisub.it |
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#9
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| "Angelo" <geamtoglimi@geamtoglimi.it.invalid> ha scritto nel messaggio news:3f7c4d4f.35650392@news.tin.it... > Giovanni, guarda che il tuo "ritorno alla semplicità" è il motto delle > cosiddette "didattiche commerciali". > L'unica differenza è nel numero di immersioni, per il resto loro > propongono una teoria semplice e semplici esercizi. > quello che tu definisci esperienza loro lo chiamano "specialità" > Personalmente preferisco, e pratico, corsi di tipo "annuale" ma non > condanno a priori altri tipi di approcci, l'unica perplessità è circa > l'effettiva autonomia dei sub dopo il primo corso, ma questo può > valere anche per corsi di tipo annuale > Ciao > Angelo Angelo, non mi riferivo alla semplicità dei corsi, ma al considerare l'immersione per quello che è, specie nelle discussioni.Stemperare quella vena di misticismo che ogni tanto invade tutti i campi dell'attività umana. I corsi del passato erano lunghi e difficili e nessuno ne faceva una questione di stato. Questo, generalmente parlando, perchè i cialtroni sono sempre esistiti. Ciao Gio |
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