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#1
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| Nella discussione riguardante la NAUI è emersa una divagazione molto interessante e che secondo me merita un nuovo thread in maniera del tutto legittima, e lo spero anche secondo i moderatori, più o meno ufficiali, dell'NG. L'attività subacquea può essere considerata sportiva o no? In modo abbastanza inquietante sembra abbastanza diffusa l'idea che non lo sia. Partiamo allora dal dizionario per poi proseguire con alcune considerazioni personali, con la speranza di suscitare interesse, pur essendo un noiosissimo istruttore NAUI. Dunque, la parola sport trova le sue radici dallo spagnolo "deporte", dal francese "deport", dall'italiano "diporto" e dall'inglese "sport" appunto; nella loro accezione iniziale questi sinonimi, parliamo della metà del settecento, stavano a significare qualsiasi tipo di divertimento che richiedesse esercizio fisico, dove si desse prova di agilità, destrezza, forza, a vantaggio anche dello spirito. Già questo basterebbe per far entrare a pieno titolo la subacquea nella categoria degli sports. In più il concetto decoubertiniano dello sport deriva proprio dall'evoluzione della figura del gentleman inglese (anch'essa sviluppatasi nella metà del settecento) che trascorreva il tempo libero (altro concetto nato con l'avvento della Rivoluzione Industriale) dedicandosi ad attività, perlopiù fisiche, del tutto fini a se stesse, per sport, appunto (modo di dire in uso ancora oggi per rappresentare uno spirito ben preciso con cui si affronta un impegno). Parliamo quindi di qualcosa di molto diverso per esempio dai concetti dell'eroe greco (che diveniva una vera propria figura mitologica grazie alle sue imprese militari o olimpioniche), del guerriero romano (che con le sue imprese militari o sportive diveniva simbolo della superiorità militare, politica e culturale di Roma), del cavaliere medievale e rinascimentale (un vero e proprio pupillo-giocattolo del principe). Quindi lo sportivo dell'età moderna, dell'idea di De Coubertin, è colui che pratica attività fisica a scopi tutt'altro che utilitaristici (il subacqueo ricreativo, noi appunto, no?). Con il passare dei decenni e lo sviluppo dello sport professionistico l'idea iniziale si è poi inquinata con elementi riconducibili all'idea dell'eroe greco o del guerriero romano. Ma è anche vero che si è sviluppata una netta distinzione tra la definizione di sport per tutti, amatoriale, vera e propria idea dello sport come puro divertimento e passatempo - la subacquea è qualcos'altro? - che comunque sempre sport, secondo l'accezione inziale, rimane, e un'idea di sport più esasperata, legata alla prestazione, totalizzante per chi lo pratica (ma che in questo caso richiede l'accostamento dell'appellativo "agonistico" per distinguerlo dall'altra definizione). Potrei anche finire qui, ma Bob mi ha chiamato in causa sul doping... Caro Bob, il soggetto dell'NG non giustificherebbe "fiumi di parole" al riguardo, anche perché quando si parla di doping si parla di sport agonistico, ma una sintesi del mio pensiero posso dartela, anche perché qualche medico frequentatore dell'NG potrebbe chiarirmi eventuali idee sballate. Secondo me occorre semplicemente fare una netta distinzione tra pratiche che hanno ripercussioni negative, più o meno immediate ma sicure, sulla salute, e sostanze che l'atleta agonista, che per due terzi della sua giornata si allena e per un terzo dorme, assume semplicemente per portare avanti quel tenore di vita. Si è detto che le sostanze anche più innocue diventano dannose nei dosaggi che gli atleti assumono: ma è peggio un integratore o un chilo di carne al giorno? Il rischio che secondo me si corre è semplicemente quello di buttarla troppo in filosofia: è vietata qualsiasi pratica atta a migliorare la propria prestazione? E' il concetto in sé di aiutare la propria prestazione che va vietato? Benissimo vietiamo allora anche lo zuccherino che ognuno di noi ha assunto almeno una volta nella vita anche per una partita scapoli-ammogliati, e poi vietiamo anche l'allenamento (non ci si allena per cercare di migliorare la propria prestazione?). Bob mi ha poi chiamato in causa sul discorso delle federazioni nazionali. Si è detto che è sport ogni attività svolta sotto l'egida di una federazione nazionale. E' logico che è una castroneria: se mi immergo con un pari livello FIPSAS e facciamo una identica immersione lui ha fatto sport e io no? Rimane però il fatto, e Bob sa che questo è il mio discorso, che una federazione nazionale può cambiare nome (appunto FIPS-FIPSAS), può cambiare ragione sociale (vedi privatizzazioni), può cambiare obiettivi statutari (vedi l'inserimento di sports appena nati), può perdere costole, ma continuerà sempre ad esistere come ente rappresentante quel determinato sport in seno al Comitato Olimpico della propria nazione, e ad essere l'interlocutore principale (in quanto affiliata al Comitato Olimpico Nazionale) con tutte le istituzioni in qualsiasi campo (andate per esempio a cercare sul gazzettino medico chi detta le norme riguardanti la tutela sanitaria della subacquea italiana). Mantiene in poche parole un'affidabilità, un'attendibilità, una continuità nel tempo che altre organizzazioni che operano nello stesso campo non possono garantire. Per questo non appena la telenovela NAUI iniziò, da professionista sportivo per un'altra federazione e per un altro sport, quindi con cognizione di causa, mi lasciai andare a sentimenti di invidia per i colleghi FIPSAS. E' logico che se poi la subacquea non è uno sport, e la figura dell'istruttore subacqueo è più vicina a quella del rappresentante di un'agenzia immobiliare o di un promotore finanziario piuttosto che di un operatore sportivo, tutto il discorso cade; e mi spiego il perché, nonostante parliamo di insegnamento, della scarsa presenza di insegnanti di educazione fisica (Giuseppe Minopoli lo è istruttori subacquei, contro la stragande maggioranza di commercianti. Carlo ooops, scusa Filippo Carlo Cuccioletta |
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#2
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| Solo che, carlo, qualcuno l'aveva gia' aperto....... Vale! Luca Menegotto On Mon, 03 Nov 2003 23:19:14 GMT, "Carlo" <carloemichela@libero.it> wrote: >Nella discussione riguardante la NAUI è emersa una divagazione molto >interessante e che secondo me merita un nuovo thread... |
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#3
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| Davvero? Ma le hanno già scritte tutte!!!! Peppino De Filippo "Luca Menegotto" <otlucaTOGLIMI@yahoo.it> ha scritto nel messaggio news:grjeqvkbtod8e86cme9lmr3q1mt6g4ae02@4ax.com... > Solo che, carlo, qualcuno l'aveva gia' aperto....... > > Vale! > Luca Menegotto > > On Mon, 03 Nov 2003 23:19:14 GMT, "Carlo" <carloemichela@libero.it> > wrote: > > >Nella discussione riguardante la NAUI è emersa una divagazione molto > >interessante e che secondo me merita un nuovo thread... > |
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#4
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| "Carlo" <carloemichela@libero.it> ha scritto > Nella discussione riguardante la NAUI è emersa una divagazione molto > interessante ..snip & yawn si, molto interessante ! ronf Guispi |
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| Ha scritto nella storia di usenet Carlo: > Nella discussione riguardante la NAUI è emersa una divagazione molto > interessante >[...] > Carlo Cuccioletta Oh porca puttana, qlcn mi faccia un riassunto, io 'sta roba non la leggo tutta. -- niuno. |
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#6
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| Silvano wrote: > Direi, ma è un opinione personalissima, che si può definire sport una > qualsiasi attività che comporti il raggiungimento od il superamento di un > determinato record o risultato. lo sport non è nato con questa idea era esclusivamente piacere o pleasure come avrebbero detto i gentlemen inglesi basta vedere come concepivano lo sci dai primi mondiali i maestri e le guide erano escluse perchè non praticavano sport, ma un mestiere > By the way se la subacquea fosse uno sport sarebbe riconosciuta dal Comitato > Olimpico Internazionale cosa che invece per il momento non è. by the Way il Cio riconosce il bridge fai un po tu Daniel |
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#7
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| Certo, bisogna anche risalire..... :)))))))))))) Ciao! Luca Menegotto On Tue, 4 Nov 2003 09:50:20 +0100, "Bob" <cuccioletta_roberto@hotmail.com> wrote: > > >Non mi sembra che fare subacquea ricreativa sia solo mettersi l'erogatore in >bocca sgonfiare il gav e scendere. |
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#8
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| >..... il cui unico vero sforzo è stato quello di tiar fuori tanti soldi dal > portafogli per fare una cosa si inusuale ma oggi ripeto alla portata di > tutti (sempre soldi permettendo). > del tipo: "... ed è proprio quando sei solo in mezzo al mare, senza niente da bere, senza niente da mangiare, senza poter chiamare aiuto, è proprio allora che capisci quanto sei stronzo a compiere queste imprese che non gliene frega un ca@@o a nessuno..." Albertone ne I Nuovi Mostri. |
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#9
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| "s.gue" <s_gue@despammed.com> ha scritto nel messaggio news:bo7rcg$1adcde$1@ID-205936.news.uni-berlin.de... > > Oh porca puttana, qlcn mi faccia un riassunto, io 'sta roba non la leggo > tutta. Riassunto: una palla micidiale U-59 |
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#10
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| "U-Boot59" <s9inu8p02@sneakemail.com> ha scritto nel messaggio news:WHKpb.409864$R32.13615070@news2.tin.it... > > "Loup G." <loup@etc.zzn.com> ha scritto nel messaggio > news:bo7nlj$18t7qv$1@ID-105466.news.uni-berlin.de... > > > L. > > Crosby, Stills, Nash, Young-Country girl > > finalmente una citazione musicale decente, Lupa > > Dinosauro U-59 > > For what is worth - Buffalo Springfield Ubotte, mi meraviglia la tua cultura musicale, fino a ieri cantavi " Lisa dagli occhi blu" Onan |
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