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#1
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| Facendo un giro per i diving la domenica, bazzicando i vari laghetti nostrani e girovagando per la rete e' impossibile non notare un certo machismo e rambismo che si insinua piu' o meno subdolamente nella nostra attivita' (non ho usato la parola sport). Piu' o meno tutti sono affascinati dall'attrezzatura subacquea; per anni l'assioma +roba=+figo ha imperato nell'ambiente partorendo subacquei che sembravano usciti da un fumetto di moebius. Giorni fa su di una lista tech-sub sono circolati decine di messaggi sul paracadutismo. Ho scoperto che molte persone dedite alla subacquea tek o pseudo tek provengono da questa disciplina e molti da una formazione paramilitare; dai messaggi era chiaro che lo stesso approccio usato nel paracadutismo viene usato nelle immersioni. mi piacerebbe capire le motivazioni che spingono ad avere nei confronti della nostra attivita' un approccio estremo e quali sono le conseguenze che siamo disposti ad accettare ho trovato l'interessante intervento di Salvo Capodieci sul sito di psycomedia, che però non lega in modo esplicito l'attività del profondismo ad esperienze di tipo (para)militare http://www.psychomedia.it/pm/grpind/sport/capodieci.htm [Le immersioni che espongono il subacqueo a rischi di incidenti o i tentativi di superare i propri limiti rappresentano quindi un venir meno di questi meccanismi di difesa. La ricerca dell'isolamento fallisce e l'aggressività (a causa dei sensi di colpa non più mascherati o spostati) viene rivolta verso se stessi. Le situazioni di pericolo possono essere create anche per il desiderio di appagare grosse spinte di tipo narcisistico; si tratta di momenti di grande onnipotenza, che hanno spesso una funzione compensatoria a vissuti di frustrazione o di inadeguatezza] Tralascio qualsiasi riflessione sulle scelte di configurazione delle attrezzature [ma vedi a questo proposito: http://www.psychomedia.it/pm/grpind/sport/sub1.htm "La configurazione dell'equipaggiamento usato da Sam per l'immersione può avere costituito, in parte, un tentativo di compensare il suo vissuto di mancanza di potere e di virilità. I subacquei tecnici partono per la "battaglia" armati di muta stagna, cappuccio, guanti, erogatori ridondanti, computer, doppia bombola ad aria o più spesso a miscela e di bombole per la decompressione. Sebbene questa attrezzatura sia spesso necessaria per la sicurezza del subacqueo ad alte profondità, alcuni colleghi di Sam sostenevano che avesse qualche volta un equipaggiamento eccessivo"] Guardando la magnifica copertina di Skin Diver del 1954 con il bellissimo mostro della laguna nera, mi sono chiesto se in realta' noi tutti non vogliamo apparire un po cosi'... -- Cafonauta -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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#2
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| Aldo ha scritto: > Adesso sei stato più chiaro... leggi quello che ho scritto. Volete per forza trasformare questo post in una guerra tra didattiche? Non ho citato nessuna didattica e queste mie considerazioni le sto facendo su di un altro thread rispetto a quello dell'incidente. Sto cercando di intavolare un discorso sull'approccio mentale e non sulle attrezzature o scelte didattiche. Non riesci ad esprimerti; ti manca la parola? O non vuoi/puoi vedere oltre il vetro della tua maschera? -- Cafonauta -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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#3
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| Il 06 Nov 2003, 14:55, CafonautaXYZ@katamazz.com (Cafonauta) ha scritto: > > Facendo un giro per i diving la domenica, bazzicando i vari laghetti > nostrani e girovagando per la rete e' impossibile non notare un certo > machismo e rambismo che si insinua piu' o meno subdolamente nella nostra > attivita' (non ho usato la parola sport). Piu' o meno tutti sono > affascinati dall'attrezzatura subacquea; per anni l'assioma +roba=+figo ha > imperato nell'ambiente partorendo subacquei che sembravano usciti da un > fumetto di moebius. [...] > ho trovato l'interessante intervento di Salvo Capodieci sul sito di > psycomedia, che però non lega in modo esplicito l'attività del profondismo > ad esperienze di tipo (para)militare > http://www.psychomedia.it/pm/grpind/sport/capodieci.htm > [Le immersioni che espongono il subacqueo a rischi di incidenti o i > tentativi di superare i propri limiti rappresentano quindi un venir meno > di questi meccanismi di difesa. La ricerca dell'isolamento fallisce e > l'aggressività (a causa dei sensi di colpa non più mascherati o spostati) > viene rivolta verso se stessi. Le situazioni di pericolo possono essere > create anche per il desiderio di appagare grosse spinte di tipo > narcisistico; si tratta di momenti di grande onnipotenza, che hanno spesso > una funzione compensatoria a vissuti di frustrazione o di inadeguatezza] Bah, per gli psicologi tutto quello che fai e' dovuto al fatto che ce l'hai piccolo, ce l'hai mollo, sei un frustrato o ti vuoi fare tua madre. Per loro persone normali non ne esistono. Io scelgo di fare certe cose perche' mi diverto. Applico una certa autodisciplina perche' so che in certe situazioni non sono permessi errori e chi (beato) puo' comprarsi l'attrezzatura migliore probabilmente lo fa' perche' puo' permetterselo e perche' tiene alla sua vitaccia. Le altre considerazioni imho sono seghe mentali... [...] > Cafonauta ciao merlinO -------------------------------- Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/ |
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#4
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| > > Bah, per gli psicologi tutto quello che fai e' dovuto al > fatto che ce l'hai piccolo, ce l'hai mollo, sei un > frustrato o ti vuoi fare tua madre. Per loro persone > normali non ne esistono. > Eh eh... molto ben detto, sempre IMHO. Da piccolo avevo iniziato una serie di sedute psicoterapiche ma queste cose che dici non dovevo averle capite molto bene. Ho detto al terapista che ce l'aveva piccolo e mollo, poi ho tentato di farmi sua madre che era nella stanza accanto. Mi ha detto che non esisteva nemmeno remotamente la possibilità che io fossi una persona normale, si è incazzato di brutto e nella mia corsa per le scale lo sentivo ancora istericamente urlare che ce l'aveva più grosso lui del mio. Sarà per questo che ho perso fiducia nella psicologia? Mah... Ciaooooo C. -- Merendero Diving Team: the Big Mess Drowning Speciality Instructor Trainer n. 0001 www.archeopteryx.org/cor |
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#5
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| "the Archeopteryx (amico della specializzanda)" wrote: > > Vabbè, sfotti ma.... stavolta ti perdono :) > Ormai è un tormentone, dovresti esserne orgoglioso Non c'entra nulla, ma volevo dirti che il tuo è uno dei migliori siti personali che ho visto. Piaciuto GEB ? Ciao -- Aldo |
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#6
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| Aldo ha scritto: > È interessante come non si possa fare una considerazione senza che > qualcuno tiri in ballo la "guerra tra didattiche". > A parte questo, io (come te) oltre il vetro della maschera ci vedo, è > trasparente come l'"assonanza" tra i tuoi due post. Si c'e' assonanza ma non voglio parlare di didattica come al solito coinvolgendo attrezzature e procedure. Voglio parlare del messaggio che viene dato; come questo messaggio fa presa sulle persone. ciao -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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#7
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| > > Ormai è un tormentone, dovresti esserne orgoglioso > Vero, infatti tra poco "uscirà" uno dei miei nuovi personaggi particolarmente dotato per il dono della sintesi. Ah, grazie per il sito e... sì, GEB sta sempre sul mio comodino da quasi 15 anni. Non finirò mai di trovare quel libro bello e profondo. Tengo sempre come esempio di approccio didattico la presentazione della biologia molecolare, ogni volta è una lettura nuova e affascinante. Ciao! C. -- Merendero Diving Team: the Big Mess Drowning Speciality Instructor Trainer n. 0001 www.archeopteryx.org/cor |
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#8
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| "Cafonauta" <CafonautaXYZ@katamazz.com> ha scritto nel messaggio news:bodlpm$2rm$1@news.newsland.it... > Sto cercando di intavolare un discorso sull'approccio > mentale .... E' appunto materia di psichiatri. Dati gli scarsi interventi di Salvo sul ng mi sa che sta conducendo una ricerca sulla personalità dei subacquei ... anche in rete -- Max max Tutela anche tu il tuo hobby da indebite ingerenze. Costituisci una sezione dell'Associazione Italiana Liberi Subacquei http://www.liberisub.it |
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#9
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| Il 06 Nov 2003, 16:32, "the Archeopteryx (amico della specializzanda)" <cor.bonukFANCULOSPAM@libero_NOMAIL_.it> ha scritto: [...] > Mi ha detto > che non esisteva nemmeno remotamente la possibilità che io > fossi una persona normale, si è incazzato di brutto e nella > mia corsa per le scale lo sentivo ancora istericamente > urlare che ce l'aveva più grosso lui del mio. Sarà per > questo che ho perso fiducia nella psicologia? Mah... Eh si, gli psicologi sono un po' fallocentrici, c'hanno il chiodo fisso! Secondo loro noi maschietti siamo guidati solo dal pisello e con le donne, non sapendo cosa dire, dicono che hanno l'invidia del fallo! > Ciaooooo > C. ciao merlinO -------------------------------- Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/ |
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#10
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| Forlimax ha scritto: > Quelli erano du' cervi........ Due? mo' so' quattro!! > Pero' se hai informazioni che permettano di collegare il team, la > didattica, le persone o altro all'incidente, faccelo sapere. > Io ci ho visto, in quello come in altri siti tek, uno o piu' richiami > al cosiddetto "uomo forte". > Se vuoi discutere di valori trasmessi in modo palese o subliminale, imho > la subacquea tecnica e' pesantemente intrisa di celodurismo, e condiviso > in maniera trasversale e interclassista tra tutte le didattiche (anche > quelle che non sono didattiche ma sistemi olistici) > Per l'incidente, i "sentito dire" imperano: solo ieri sera ne ho > sentite tre versioni diverse, date anche da gente del posto. > Che dici, le posto tutte e tre o posso aggiungerne qualcuna a piacere ???? Massimo, tutti quanti continuate a battere e ribattere sull'incidente in se stesso ed il collegamento alla didattica di appartenenza... Su quello che e' successo ci pensera' la magistratura ad indagare e non il gabibbo come indica qualcuno. Io vidi quel sito per caso mesi fa, ricordo che rimasi di stucco su quanto fosse impreganto di machismo, istigazione a provare i propri limiti e quanto di piu' negativo si potesse trasmettere ad un neofita delle immersioni (e non solo tecniche). Scorrendo i vari report, mi sembravano piu' le pagine di una organizzazione paramilitare che non quelle di un gruppo di amici che la domenica mollano moglie e figli e si vanno a divertire al mare per poi ritornare il lunedi' alla propria attivita' lavorativa. Un'altra cosa che mi colpi' fu poi la totale assenza di soggetti fotografati che non fossero i componenti del team stesso o le loro attrezzature. Nel thread su John Rambo ho specificato che, purtroppo, questo atteggiamento "celoduristico" e' trasversale alle didattiche e volevo (sull'altro 3d) stimolare la discussione su come si formano determinate dinamiche. Capire come una determinata tipologia di persone si ritrovi completamente nei confronti messaggi forti che ammicano (anche in maniera palese, come su questo sito) a mettersi alla prova, a testare i propri limiti. Se per un attimo dimentichiamo l'incidente, trovi "normale" questo sito? Visto che qualcuno tira fuori padri e figli, se tuo figlio venisse a casa e ti dicesse: "Papa' faccio un corso subacqueo con il gruppo X" Tu andando a vedere il sito del gruppo X, trovi queste belle pagine. Dormi tranquillo o stai preoccupato? Ciao -- Davide -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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