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#1
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| Con "alcuni"mesi di ritardo riporto il resoconto delle mie vacanze d'agosto in Micronesia che hanno compreso un paio di giorni in albergo nell'isola di Weno (arcipelago di Truk/Chuuk), una settimana in barca con il "Truk Aggresor II" e 4 giorni nell'isola di Pohnpei/Pohnape. Notizie Storiche: la Micronesia è costituita da una miriade di atolli che si estendono ad est delle Filippine ed a nord della Nuova Guinea, oggi riuniti in una Federazione "parzialmente autonoma" in quanto demandano agli Stati Uniti la politica estera ed il US-Dollar è la moneta ufficiale. Nel passato furono inizialmente un possedimento coloniale tedesco, poi dopo la fine della I Guerra Mondiale gli atolli passarono sotto il controllo del Giappone che nei vent'anni successivi trasformò parte degli atolli realizzando grandi insediamenti agricoli e potenziando le strutture militari e logistiche così che, all'ingresso del Giappone nella II guerra mondiale molte isole erano delle piazzeforti militari. In special modo l'arcipelago di Truk fu trasformato in una gigantesca base logistica di supporto all'invasione del Pacifico da parte della flotta Giapponese, qui infatti stazionavano alla fonda svariate decine di navi cariche di ogni materiale necessario alla "macchina bellica" inoltre le officine di terra provvedevano alla manutenzione delle stesse navi evitando così che dovessero abbandonare il teatro di operazioni. Pertanto, a causa dell'importanza strategica assunta dall'arcipelago di Truk, nel "Febbraio 1944" gli americani decisero di sferrare l'operazione "Hailstorm" (chicco di grande) che con un gigantesco bombardamento aereo avrebbe portato all'affondamento delle navi alla fonda ed alla distruzione delle strutture portuali e logistiche. Il bombardamento aereo a sorpresa venne portato a termine con successo, quasi una rivalsa su quanto fatto dai giapponesi a Pearl Harbour, ed a fronte di un tentativo di ricostruzione da parte giapponese fu ripetuto ancora in maniera massiccia ad aprile portando così al totale annientamento del dispositivo militare giapponese a Truk. Con la fine della guerra la Micronesia passò sotto protettorato americano e l'arcipelago di Truk venne interdetto per vent'anni a chi non munito di permessi di accesso; poi a partire dagli anni '70 ci fu una "riscoperta" di tutti i relitti che giacevano nella laguna di quest'atollo, principalmente grazie ad un sub locale di nome "Kimuio Aisek" che con grande pazienza ne individuò l'esatta posizione e portò a termine le prime esplorazioni degli stessi. Oggi questa flotta sommersa fà di Truk una delle mete più famose per il turismo subacqueo. Organizzazione Viaggio: per quanto riguarda l'organizzazione "generale" abbiamo acquistato un pacchetto con Aquadiving Tours di Pesaro, tour opertor che conosco da diverso tempo ed ho utilizzato più volte con soddisfazione per dei viaggi a "lungo raggio"apprezzandone la puntualità e la serietà. Abbiamo poi "modificato" il loro pacchetto base scegliendo la tratta per raggiungere Truk, il vettore aereo e richiedendo i due giorni in albergo a Truk ed il volo interno di trasferimento, mentre abbiamo prenotato direttamente,tramite internet, il soggiorno in albergo a Pohnape. Viaggio: veramente "massacrante" fra volo e soste in aereoporto abbiamo impiegato 40 ore per raggiungere la ns. meta. Per la tratta Milano/Manila via Dubai, abbiamo volato con "Emirates", la quale, oltre ad offrire anche in classe economica un ottimo servizio a bordo, consente per i sub kg. 30 di bagaglio. Invece per la tratta Manila/Guam e successivamente Guam/Truk abbiamo volato con la Continental americana, compagnia con un servizio mediocre e "carissima" (purtroppo in quella zona del Pacifico lavora in regime di monopolio) unica nota positiva il bagaglio che con un limite di 2 colli per passeggero può arrivare fino a kg. 70 ! Da segnalare sulla tratta "in zona americana" (Guam/Truk) la psicosi di attentato che regna negli aeroporti per cui si è sottoposti a lunghissimi e minuziosi controlli (anche quando si è semplicemente "in transito"), come se invece di essere in una "sperduta isola del Pacifico" ci si trovasse all' aereporto di Tel Aviv. Comunque il personale è inflessibile ma molto rispettoso e cortese senza quel atteggiamento "borbonico" a cui si è spesso sottoposti in molti ns. aeroporti. Soggiorno: arrivati in mattinata sull'isola di Weno abbiamo raggiunto il "Truk Blu Lagoon dive Resort" piacevole struttura posta su una punta dell' isola e composta da bungalow a due piani inseriti in un parco costituito da palme e prato all'inglese. Qui abbiamo atteso l'imbarco, previsto per il giorno successivo, sulla barca che ci avrebbe condotto per una settimana a visitare una minima parte dei relitti presenti nell'atollo di Truk. Poi per occupare la giornata abbiamo fatto una gita, assieme ad un gruppo di americani, alla vicina isola di Dublon, la quale era una munitissima piazzaforte giapponese dotata di imponenti strutture logistiche, bunker e basi per idrovolanti e sommergibili ed i cui resti oggi sono abbandonati ed invasi dalla giungla. Imbarco: saliti finalmente a bordo del Truk Aggressor II abbiamo trovato una barca veramente degna della "fama" di questo "tour operator" americano con un'organizzazione ed una pulizia a bordo veramente impareggiabili. Solo per dare qualche elemento di giudizio (e chi è abituato a fare crociere sub sa cosa significa) vi segnalo: capacità max 18 ospiti e 8 membri di equipaggio, acqua potabile da qualsiasi rubinetto della nave, pulizia cabina (tutte dotate di bagni privati) e cambio asciugamani giornaliero, wc "tradizionali", aria condizionata autonoma, acqua dolce "illimitata" con consegna di lenzuoli da bagno puliti per asciugarsi dopo ogni immersione. Cibo fin troppo abbondante e molto vario, il tutto preparato in una cucina totalmente a vista che confinava con la zona pranzo e bevande illimitate (comprese birra,vino e soft drinks). Zona diving organizzata con posti fissi assegnati ad ogni sub comprendenti una cassapanca per l'attrezzatura e due bombole d'allumino da 11 lt. (una caricata ad aria e l'altra a nitrox) da utilizzarsi secondo le proprie preferenze. Immersioni: la giornata prevedeva un totale di cinque immersioni al giorno con la prima alle 7.00/7.30 (prima di colazione) e l'ultima in notturna alle 20/20.30 (dopo cena); solitamente si visitavano due relitti al giorno dedicando mediamente due immersioni per ogni relitto e la notturna sul relitto visitato nel pomeriggio. Ogni immersione era preceduta da un approfondito briefing che durava circa 20/25' effettuato con l'ausilio di una grande lavagna dove veniva di volta in volta rappresentato il relitto con riportati i punti di interesse. Le immersioni venivano condotte in copia senza accompagnatori in acqua, comunque ad ogni immersione vi erano in acqua sempre 2 sub dell'equipaggio che fungevano da "supervisori" e che prima di immergersi si informavano sempre se qualcuno voleva essere accompagnato a vedere i punti più interessanti, altrimenti ogni copia era libera di muoversi liberamente, fatte salve le cautele del caso. Tutti i relitti della ns. crociera giacevano su fondali intorno ai 37/40 mt. tranne due particolarmente interessanti che erano a 50 mt. per cui le immersioni si sono svolte principalmente intorno ai 25-30 mt. ed utilizzando nitrox 32, tranne per i due relitti più fondi dove abbiamo usato aria in quanto la quota di esplorazione era di 40 mt . Personalmente con il mio "buddy" abbiamo fatto in totale 21 immersioni di cui 20 su relitto ed una di "shark fidding" visitando 12 relitti diversi fra i quali: Fujikawa Maru cargo con un carico di munizioni ed aerei "zero" smontati - Fumitzuki cacciatorpediniere in assetto di navigazione - Heyan Maru cargo attrezzato per il supporto sommergibili con a bordo siluri, periscopi ed altro materiale di rispetto - Hoki Maru cargo che trasportava camion, buldozer e trattori - Nippo Maru cargo con a bordo cannoni anticarro ed un carro armato - Shinkoku Maru bellissima petroliera con nel castello centrale i resti di una sala operatoria -Yamagiri Maru cargo con a bordo svariato materiale tra cui i proiettili per le corazzate classe Yamato (confetti da 460 mm. !!). Per tutti i relitti le zone più interessanti da esplorare sono state le sale macchine ancora perfettamente conservate con i manometri sulle caldaie e le officine manutenzione con ancora tutti i macchinari al loro posto e semplicemente coperti da una spessa patina di ruggine, le cucine con spesso pentole e suppellettili sui fuochi, i bagni con delle gigantesche vasche da bagno piastrellate e naturalmente, quando ancora intatti, i ponti di comando con i telegrafi di macchina, gli interfoni a "tubo" ed i resti delle ruote dei timoni. Conclusa la settimana in barca abbiamo passato ancora una giornata a terra visitando l'isola di Weno, meno interessante di Dublon se non per la presenza del "Centro Comunicazioni Giapponese" posto in cima ad una collina costituito da un'imponente struttura a bunker a due piani con porte e finestre corazzate, oggi trasformata in Scuola gestita dai gesuiti ma che conserva ancora i portelloni corazzati ed il cratere di una bomba nel tetto del magazzino; altra attrattiva la presenza sulle alture di un bunker in caverna con all'interno i resti di un grosso cannone navale posto a difesa della piana dell'aereporto e di uno degli accessi alla laguna. Poi la sera abbiamo preso il ns volo che ci ha portato sull'isola di Pohnpei a circa 500 km. di distanza. Pohnpei: isola di tipo "vulcanico" stile "Hawaii" con montagne molto alte ricoperte dalla giungla e ricche di corsi d'acqua qui abbiamo trascorso quattro giorni presso l'hotel "The Village" particolarissima struttura immersa totalmente nella giungla realizzata su un promontorio che domina la laguna, costituita da bungalow di legno e foglie di palma intrecciate su palafitte ed una grande "long house" che raccoglie le zone comuni (reception , bar e ristorante). Ogni Bungalow, che dall'esterno sembra una soluzione alla Robinson Crosuè, è dotato internamente di bagni con acqua calda e fredda, ventilatori a soffitto e letti ad acqua dotati di zanzariere con mobili in midollino il che fa "calare" l'ospite in un'atmosfera alla "Kipling". Su quest'isola abbiamo dedicato un giorno ad un full-day in barca facendo due immersioni sul reef esterno, però, oltre ad una visibilità "mozzafiato", non ci hanno riservato molto se non l'incontro con uno squalo leopardo durante la seconda immersione ed un particolare pic-nic sui moli di una base per idrovolante giapponese abbandonata ed ormai coperta dalla giungla. Il giorno successivo, sempre in barca, siamo andati a visitare le rovine di Nan Mandol (motivo della ns. venuta su quest'isola) misteriosa città lagunare costruita con blocchi di basalto e le cui origini sono sconosciute così come le tecniche costruttive che possano spiegare come sia stato possile movimentare blocchi di pietra di svariate tonnellate. Abbiamo poi concluso la giornata risalendo a piedi un torrente nella giungla fino a raggiungere una cascata di una decina di metri sotto la quale abbiamo fatto un bel bagno !! Infine l'ultimo giorno abbiamo fatto un'escursione per ns. conto nella giungla raggiungendo la sommità del promontorio che domina la piana dell' isola dove è ubicata la "cittadina" principale (per i ns. standard un piccolo paesino) e dove abbiamo "eplorato" i resti di una grossa postazione contraerea giapponese con ancora i bunker e due grandi cannoni "binati" posti dentro delle piazzole in cemento armato. Ultimo giorno abbiamo ripreso il viaggio di ritorno per l'Italia e "macinando" 37 ore di viaggio siamo ritornati a casa !! Ringrazio per le informazioni che mi hanno dato, a fronte delle loro precedenti esperienze di vacanze in Micronesia tutti quelli che hanno "risposto" alle mie ml. ed in particolar modo Carlo Romano e "Gibbo" . Informazioni utili: per chi volesse fare una vacanza in Micronesia segnalo che putroppo la "Aggressor Fleet" con 10/2005, dopo diciassette anni , ha chiuso Truk come meta, opera però nell'arcipelago un'altra barca di "standing elevato" www.trukodyssey.com Consiglio inoltre di leggere il "report" di vacanza di Carlo Romano che è veramente imponente ed esauriente http://www.tropiland.it/vostriviaggi...cronesia01.htm Per ulteriori informazioni si possono vedere i seguenti siti: www.visit-fsm.org (ente turismo micronesiano) www.bluelagoondiveresort.com (albergo e diving "storico" di Truk) www.thevillagehotel.com (albergo a Ponhpei) Filippo Mauri - Milano |
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| "filippo mauri" <ambranuo@tin.it> ha scritto nel messaggio news:43b93a21$0$1082$4fafbaef@reader1.news.tin.it. .. > Con "alcuni"mesi di ritardo riporto il resoconto ... Molto interessante. Peccato per la fine dell'operatività dell'Aggressor. Max max |
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#3
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| "filippo mauri" wrote > Con "alcuni"mesi di ritardo riporto il resoconto delle mie vacanze d'agosto > in Micronesia che hanno compreso un paio di giorni in albergo nell'isola di > Weno (arcipelago di Truk/Chuuk), una settimana in barca con il "Truk > Aggresor II" e 4 giorni nell'isola di Pohnpei/Pohnape. bel report, complimenti. si può dire cosa ti è costato lo scherzetto o è tabù? ciao Steve -- Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG |
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| filippo mauri ha scritto: > due > bombole d'allumino da 11 lt. (una caricata ad aria e l'altra a nitrox) Sicuro? > fondali intorno ai 37/40 mt. tranne due > particolarmente interessanti che erano a 50 mt. per cui le immersioni si > sono svolte principalmente intorno ai 25-30 mt. Con solo 2200/2750 litri d'aria/nitrox a quelle profondità ? Non è un po' poco ed un pochino rischioso? -- Rejetto [vers.pregna di significato] -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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#5
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| Un girino rapidino-sbirciatina e torni su...ne vale la pena. Sei pur sempre a Truk... e quando ci ritorni????? Rejetto ha scritto: > > Con solo 2200/2750 litri d'aria/nitrox a quelle profondità ? > Non è un po' poco ed un pochino rischioso? > -- www.michisub.net |
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| "Rejetto" <rejetto@nomail.iq> ha scritto nel messaggio news:dpbhl7$5bc$1@news.newsland.it... > Con solo 2200/2750 litri d'aria/nitrox a quelle profondità ? > Non è un po' poco ed un pochino rischioso? ops..c'era una volta un fotografo che a Sipadan si era fiondato a -72 con un mono da 15 |
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| "Rejetto" <rejetto@nomail.iq> ha scritto nel messaggio news:dpbhl7$5bc$1@news.newsland.it... > filippo mauri ha scritto: > > > due > > bombole d'allumino da 11 lt. (una caricata ad aria e l'altra a nitrox) > > Sicuro? > > > fondali intorno ai 37/40 mt. tranne due > > particolarmente interessanti che erano a 50 mt. per cui le immersioni si > > sono svolte principalmente intorno ai 25-30 mt. > > Con solo 2200/2750 litri d'aria/nitrox a quelle profondità ? > Non è un po' poco ed un pochino rischioso? > Calcolando che la bombola era carica di NITROX 32 e che la zona di immersione si sviluppava tra i 25 ed i 30 mt. riuscivamo sempre a fare 30/40' di tempo di fondo su un totale di 40/50' di immersione. In effetti uscivamo sempre con al massimo 20 bar nel mono ma avevamo "affinato" una certa tecnica per cui dedicavamo la prima parte dell'immersione alle zone + fonde (stive e sala macchine) poi passavamo alla coperta ed alle sovrastrutture e così a salire. Comunque la barca era sempre ancorata sopra al relitto con in acqua due manichette nel caso qualcuno avesse esaurito il gas (ma per fortuna non è mai stato necessario). FIlippo Mauri |
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| Il tempo com'era? Per bambini è sconsigliato? Vorremmo andare anche noi in agosto. Grazie ciao |
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| awatec ha scritto: > Il tempo com'era? Per bambini è sconsigliato? > Vorremmo andare anche > noi in agosto. Grazie ciao Per quanto riguarda il Meteo siamo stati fortunati, malgrado agosto risulti un periodo "piovoso" abbiamo beccato un breve temporale la mattina del ns. arrivo in aereoporto e poi bel tempo, con però sempre qualche nuvolone all'orizzonte, x tutta la settimana (fatto salvo qualche rovescio di notte). Per quanto riguarda la presenza dei bambini non saprei, in quanto il viaggio è veramente lungo e sulle isole non c'è assolutamente nulla dal punto della ricettività per "bagnanti" e per quanto concerne la barca credo che si annoierebbero a morte in quanto con quel ritmo di immersioni non c'è spazio per escursioni a terra o bagno in laguna sulle stile delle barche alle Maldive. Forse l'unica soluzione è fare come il mio buddy che ha ottenuto un "permesso speciale" dalla moglie e la "posteggiata" nella loro casa a Jesolo per due settimane e poi la portata, assieme alla figlioletta, a Sharm ad ottobre facendo anche lui "vita da spiaggia" !!! ciao Filippo -- Postato da Virgilio Newsgroup: scopri i nuovi gruppi Eros, foto e video a http://newsgroup.eros.virgilio.it |
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#10
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| "Rejetto" <rejetto@nomail.iq> ha scritto nel messaggio news:dpdjjg$p9t$1@news.newsland.it... > non è un attimino pericoloso? attimininoooooooooooooooooooooooooooooooo ? PLONK U-59 |
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