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#1
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| Vi ricordate dell'interrogazione parlamentare dell'on. Menia sul ritrovamento dei relitti di Lissa? ebbene a mesi di distanza il governo ha trovato tempo di rispondere nel la persona del sottosegretario per gli affari esteri Antonione. Da leggere con attenzione i punti 3 e 4 Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 21 novembre 2005 nell'allegato B della seduta n. 708 all'Interrogazione 4-14243 presentata da MENIA Risposta. - Secondo quanto riferito dal nostro Consolato a Spalato, la notizia dei progetti di recupero da parte croata dei relitti delle navi italiane affondate durante la battaglia di Lissa era stata appresa dalla stampa quotidiana locale (Dalmatia Libera/Slobodna Dalmacija), nei giorni 9 maggio e seguenti. I giornali croati riferivano che lo spalatino Lorenzo Marovic, proprietario del club subacqueo «Manta» di Comisa, avrebbe annunciato di avere individuato la posizione esatta in cui si troverebbero le navi italiane affondate nel 1866, in una località a nord dell'isola di Lissa. Tutte le Autorità croate interessate alla vicenda (Capitaneria di porto di Lissa e Lesina, Polizia, Ministero della cultura, Istituto idrografico) avrebbero già inviato sul posto proprie imbarcazioni e/o uomini. Stando alle parole dello stesso Marovic, egli avrebbe informato il Ministero della cultura croato del ritrovamento, ma tale Dicastero avrebbe a sua volta incaricato una azienda francese (denominata Comex, con sede a Marsiglia, mediante l'impiego della nave per ricerche archeologiche «Janus II») di verificare le sue affermazioni. Secondo un comunicato del Ministero interessato il signor Marovic avrebbe inviato alle Autorità croate due lettere (datate rispettivamente 29 aprile e 9 maggio 2005) nelle quali segnalava di ritenere di avere localizzato i relitti delle unità navali, omettendo di precisarne l'esatta posizione. Lo stesso comunicato prosegue affermando che, ai sensi dell'articolo 19 della legge sulla tutela del patrimonio culturale e sulla sua salvaguardia, in caso di rinvenimenti simili debbono applicarsi gli articoli 137 e 140 della legge sulla proprietà e sui diritti, in base ai quali viene stabilito che colui che rinvenga reperti storici deve informare tempestivamente l'organismo competente. Secondo la normativa croata, rinvenitore viene considerato colui il quale presenti le prove che gli consentono di dimostrare di essere stato il primo ad avere avvistato i reperti. Infine, il Ministero croato rileva che la collaborazione con i francesi sarebbe stata avviata due anni fa, e che il punto esatto in cui giace il relitto sarebbe stato individuato prima della segnalazione del Marovic. Il Direttore del Museo navale di Spalato, professor Stefano Lozo, interpellato dal Console italiano in merito alla vicenda della nave «Re d'Italia», ha fornito le seguenti informazioni di rilievo: 1. È da anni di pubblico dominio il fatto che un relitto giaccia nel punto indicato dal signor Marovic; 2. la conservazione del relitto è di interesse di entrambi i Paesi (Italia e Croazia); 3. le bussole della nave sarebbero state asportate anni fa dal relitto e trasportate a Zagabria. Lo stesso professor Lozo dovrebbe recarsi a breve nella capitale croata, per verificarne le condizioni di conservazione; 4. il relitto sarebbe da anni oggetto di asportazione di beni da parte di soggetti imbarcati su charter «in nero». Di tali elementi è stato reso edotto anche il Comandante Guiduzzi, nostro Addetto alla difesa presso l'Ambasciata a Zagabria. Questo Ministero, d'intesa con il Ministero della difesa, ha provveduto a richiedere all'Ambasciata d'Italia a Zagabria di svolgere gli opportuni passi presso le competenti Autorità locali al fine di non pregiudicare i diritti del nostro Paese sui relitti delle navi militari italiane «Re d'Italia» e «Palestro». Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Roberto Antonione. |
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#2
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| Loup G. ha scritto: > 4. il relitto sarebbe da anni oggetto di asportazione di beni da parte > di soggetti imbarcati su charter «in nero». Questa secondo me è una stronzata. Non esiste la possibilità di fare immersioni a Lissa senza l'appoggio dei diving o senza il permesso del governo. Il fatto che il charter sia in nero o no (dal punto di vista meramente fiscale si badi) non muta la situazione. Vedo che noi veniamo regolarmente controllati dove si può fare immersione, mi pare improbabile che altri passino inossevati dove è vietato. Secondo me se qualcuno fa razzia lo si deve cercare tra gli isolani. Ciao Ghigo |
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#3
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| Ghigo ha scritto: > Secondo me se qualcuno fa razzia lo si deve cercare tra gli isolani. o tra gli operatori del settore. cmq ho pensato la stessa cosa L. |
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