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#1
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| Siete mai stati in una "washing machine"? Beh io si e vi assicuro che non e' un'esperienza molto entusiasmante. Ero tornato a Kri , l'isola degli uomini duri per intenderci (http://sugar.iet.unipi.it/Scuba/Varie/Kri.htm), e una mattina ci si immerge a Manta Point. Il posto e' caratterizzato da una forte corrente che si accentua con la marea della luna nuova, ma lo spettacolo delle mante e' veramente uno dei piu' ricchi che io abbia mai visto. Ce ne sono a decine, una dopo l'altra, che seguono un percorso circolare molto stretto e noi, sistemati sulla parete che degrada lentamente intorno ai 12 metri, stiamo ad ammirare le loro evoluzioni. Siamo tutti ancorati col gancio da scogliera (reef hook) perche' la corrente e' intensissima. Io da buon fotografo (si fa per dire mante controluce. Mi sposto con cautela attento a non perdere l'appiglio quando vedo con la coda dell'occhio uno dei miei compagni, un noto operatore video, vincitore al festival di Antibes, che parte improvvisamente. Evidentemente, a causa della sua mole eccessivamente elevata, la corrente doveva esercitare una spinta irresistibile Penso: adieu questo per oggi le mante non le riprende piu'. Senonche' il suo reef hook, arando il fondo, mi arpiona la caviglia strappandomi letteralmente dalla parete. Tento disperatamente di ritornare indietro ma la corrente violentissima mi trascina via in un baleno. Pazienza, vorra' dire che mi contento delle poche foto fatte. Incomincio una lenta risalita nel blu ma improvvisamente noto che qualcosa non funziona a dovere; il profondimetro segnala che sto scendendo! Inoltre mi pare che tutto giri: 15, 18, 22 metri e le bolle dell'erogatore che invece di salire vanno tutte di traverso! L'ambiente si fa buio, sono ormai oltre i trenta metri. Con terrore capisco: e' una corrente discendente circolare, un vero gorgo, quello che in gergo, da queste parti, viene chiamato "washing machine" e io ci sono dentro! Penso: questa e' la volta buona che ci rimetto la buccia. Pinneggio disperatamente ma continuo a scendere inesorabilmente. I timpani mi dolgono per il rapido aumento della pressione e allora, anche se so che non dovrei farlo, decido di gonfiare il gav. Finalmente sento con sollievo che la discesa e' cessata e comincio a risalire. Improvvisamente non vedo piu' nulla: sono in un turbine di bolle, senza riuscire a leggere neppure il computer che ho al polso. Mi rendo conto che sto pallonando e sgonfio il gav freneticamente fermandomi vicinissimo alla superficie. Penso, stavolta l'ho fatta grossa e sono fritto. Ridiscendo immediatamente per ricomprimere le bolle che immagino stiano dilatandosi allegramente nei miei poveri tessuti ma giunto sugli 8 - 10 metri la dannata corrente mi afferra un'altra volta e mi spara in un attimo oltre i 20 metri. Non giudicatemi male ma credo di non aver mai avuto tanta paura come in quel momento. Rigonfio il gav e nonostante ce la metta tutta per controllare la risalita ripallono un'altra volta nel solito turbine di bolle fermandomi a pelo d'acqua. Mi rifiondo in basso immediatamente pensando a tutte quelle belle teorie sulla velocita' di risalita e le soste profonde calma e riesco a mantenere una quota sui 6 - 8 metri senza problemi. Controllo l'aria, ho ancora 120 bar. Penso alla camera iperbarica piu' vicina a giorni di viaggio e decido di fare una deco mostruosa. Il mosquito mi chiede solamente 8 minuti a 3 metri. Li faccio tutti poi altri tre di stop e avendo ancora quasi 100 bar decido di starmene li' ad aspettare fino a 50 bar. Passa una eternita', penso ai miei compagni, che saranno in ansia ma la pelle e' piu' importante.... Ogni tanto butto un'occhiata in superficie e vedo che l'acqua ruota lentamente. Devo essere sul punto di incontro di due correnti. Alla fine giunto sui 50 bar decido di risalire e metto fuori la testa apprestandomi a chiamare la barca. Sorpresa: nessuna barca in vista, sono ormai lontano dalla terra ferma in viaggio verso il mare aperto! Gonfio la salsiccia arancione ma non c'e' anima viva che mi possa vedere. Fortunatamente il mare e' calmo e io veleggio tranquillo verso chissadove. Il gav mi sorregge in posizione verticale senza sforzo e benedico la volta che ho venduto su ebay quel gav tutto-dietro ritornando a uno tradizionale. Stranamente sono tranquillo e rilassato, mi scoccia solo di non avere una crema solare perche' il sole di mezzogiorno splende alto e temo di prendermi una scottatura. Vedi un po a cosa si va a pensare in quei frangenti noto che sto viaggiando a velocita' sostenuta verso il largo. Mi metto a cantare per farmi coraggio cercando di pinneggiare verso terra, cosi' tanto per fare. un'oretta buona ho come una visione: noto un baffo di schiuma all'orizzonte. E' la barca, agito la salsiccia, mi hanno visto! Mi raggiungono, sono tutti aggrappati sopra e fuoribordo per vedere meglio. Faccio il segno dell'ok e sento grida di giubilo: evidentemente mi avevano gia' dato per spacciato manager del resort, salta in acqua e mi abbraccia piangendo (non tutto il male vien per nuocere fanno festa, sopratutto le donne risalito subito? cosi' hai rischiato di andare perso! Io dico, meglio perso vivo che trovato subito morto. Rientrati al resort rileggiamo il profilo di immersione sul mosquito e mi dicono che sono salvo per miracolo. Infatti e' roba da fare accaponare la pelle: due pallonate successive, una da 35 e l'altra da 25 con gli ultimi 20 metri percorsi in 20 secondi! Alla faccia delle immersioni a yo-yo. Mi chiedono se sono sicuro di sentirmi bene: mai stato meglio! Faccio modestamente notare di appartenere al Clan degli Uomini Duri ma non raccolgo molti consensi. senno di poi e pallonate a parte, ma avrei voluto vedere voi in quella situazione, allungando a dismisura la deco penso di aver preso la decisione piu' saggia che mi ha evitato quasi certamente una mdd in un posto remoto come quello. Voi che avreste fatto al mio posto? Ercolino (del Clan degli Uomini Duri) PS: Quella sera venne offerta una torta in mio onore e l'hanno chiamata "re-birth cake". Insomma d'ora in poi ho due date di nascita (o di rinascita) da festeggiare, il due febbraio e il primo marzo |
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#2
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| Sorpresa: nessuna barca in vista, > sono ormai lontano dalla terra ferma in viaggio verso il mare aperto! Gonfio la > salsiccia arancione ma non c'e' anima viva che mi possa vedere. Fortunatamente il > mare e' calmo e io veleggio tranquillo verso chissadove. interessante racconto. unica curiosità perchè non hai gonfiato il cazzillo quando eri sott'acqua in deco? gonfiarlo in sup è totalmente inutile. curiosità: quanto diavolo costa più o meno un viaggio così? Sugar -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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#3
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| Ercolino wrote: > Tutto sommato, col senno > di poi e pallonate a parte, ma avrei voluto vedere voi in quella > situazione, allungando a dismisura la deco penso di aver preso la > decisione piu' saggia che mi ha evitato quasi certamente una mdd in un > posto remoto come quello. Voi che avreste fatto al mio posto? appena in tappa deco avrei sparato su il pedagno magari eri ancora vicino alla barca e gli facilitavi il recupero seguendoti in superficie Daniel |
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#4
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| "Ercolino" <giovanni.marola@iet.unipi.it> ha scritto nel messaggio news:dsuoup$8rl$1@newsserver.cilea.it... > Siete mai stati in una "washing machine"? Si, ma la mia era una baggianata rispetto alla tua e comunque capisco cosa vuoi dire. Maldive, rientro dal gradino di una pass (mi pare Embudhoo) siamo a circa 15 mt e costeggiamo in drift la paretella [cit. Duca] della pass stessa. La corrente è discreta e il tutto molto divertente. Mi avvicino al reef per guardare meglio in una spaccatura ed improvvisamente mi trovo a testa in giù. Al momento non riesco a capire cosa succede e istintivamente mi aggrappo a uno sperone sul reef. Non ho alcuno controllo sulla mia posizione e vengo sballottato in una centrifuga. Provo a gonfiare il gav ma niente, provo a pinneggiare nisba. Quello che è incredibile è che non si riesce a capire gli spostamenti che ti impone il gorgo, tanto sono irregolari, di conseguenza non si è in grado di agire con efficacia per contrastarli. Intanti i miei compagni di immersione sono volati via e io continuo a centrifugare. Fortunatamente non ho mollato la presa sul reef e con uno strattone riesco a spostarmi di un metro. E' quanto basta per uscire dal casino e tornare nel flusso lineare della corrente della pass. Non è successo niente rispetto a te ma io ho avuto la fortuna di trovare un appiglio subito. Non so cosa avrei potuto fare se non avessi avuto l'occasione di tirarmene fuori a braccia. Brutta cosa le lavatrici >Voi che avreste fatto al mio posto? avrei finto un trauma psichico irrisolvibile e mi sarei affidato a Nicole per una notte terapeutica :-P U-59 |
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#5
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| "U-59" wrote: > avrei finto un trauma psichico irrisolvibile e mi sarei affidato a Nicole > per una notte terapeutica :-P credo che in quei casi il fattore 'c' sia fondamentale. bella avventura da raccontare. sfido chiunque a non cagarsi in mano in una situazione del genere (esclusi quelli refrattari al panico of course). peraltro giusto quanto detto da Daniel e Sugar circa il cazzillo, andava sparato prima e tenuto bello dritto in superficie. ciao Steve -- Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG |
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#6
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| "Ercolino" <giovanni.marola@iet.unipi.it> ha scritto nel messaggio news:dsuoup$8rl$1@newsserver.cilea.it... > Siete mai stati in una "washing machine"? Il mio unico commento è: minchia !!! Bella storia, grazie. |
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#7
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| "Ercolino" <giovanni.marola@iet.unipi.it> ha scritto nel messaggio news:dsuoup$8rl$1@newsserver.cilea.it... > ancorati col gancio da scogliera (reef hook) L'ho visto usare alle Maldive. Effettivamente ha un senso. Te l'eri portato da casa o fatto sul posto ? Max max |
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#8
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| Steve ha scritto: > "U-59" wrote: > >> avrei finto un trauma psichico irrisolvibile e mi sarei affidato a Nicole >> per una notte terapeutica :-P > > D'accordo. D'altra parte, il buon dottore non è un mito per nulla!! > sfido chiunque a non cagarsi in mano in una situazione del genere > (esclusi quelli refrattari al panico of course). Solo in mano?? Azz, che uomo freddo!! -- Ciao! Luca |
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#9
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| Ercolino wrote: > Siete mai stati in una "washing machine"? .............. Mi e' successo un paio di volte alle Maldive, e sempre nell'atollo di Ari. Ero stato abbondantemente catechizzato da amici che lavoravano li' come guide sui pericoli delle correnti (sia ascensionali che discendenti) e sul modo migliore di uscirne, che per le discendenti consisteva nello spostarsi lateralmente per andarsene il piu' velocemente possibile dalla zona di influenza della corrente. Nonostante cio' il cagotto che mi sono preso trovandomi da -20 a -52 (ce l'ho stampato in mente) in credo 10 secondi e' stato notevole, anche perchè ero con un 12 litri sulle spalle. Sono riuscito a recuperare l'assetto e ricordandomi degli avvertimenti ricevuti, ho iniziato a pinneggiare in una direzione a caso uscendo dalla corrente quasi subito, avro' fatto si e no 20 metri. Mi sono ritrovato di colpo in acque calme, e sono risalito tranquillamente, sparando il cazzillo e facendo quel poco di deco che avevo. Poi ho aspettato la barca per un'ora circa, ma era comunque in vista. In ogni caso credo di aver avuto una notevole dose di culo indovinando la direzione da prendere, e nel contempo una buona dose di sfiga visto che il mio buddy, passando sul lato interno del masso che io avevo passato esternamente, non si e' accorto di niente, semplicemente, diceva di non avermi piu' visto, ma conoscendomi , non e' che si fosse molto impressionato. In ogni caso, bellissima l'isola di Kri. Con quale operatore sei andato? ciao Massimo -- Massimo Forlivesi - Per scrivermi elimina il KKK **Non c'è perdono senza giustizia, non c'è giustizia senza libertà, non c'è libertà senza uguaglianza, non c'è futuro senza memoria. ** |
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#10
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| Loup G. wrote: > > già il sistema di coppia.... Eravamo entrambi nell'oceano indiano, nello stesso atollo, addirittura sulla stessa secca, cosa volere di piu' ??? Comunque, scherzi a parte, sono stato l'unico (su 6 subbi) a finire nel correntone, e quasi non volevano credermi quando mi hanno ripescato. Massimo -- Massimo Forlivesi - Per scrivermi elimina il KKK **Non c'è perdono senza giustizia, non c'è giustizia senza libertà, non c'è libertà senza uguaglianza, non c'è futuro senza memoria. ** |
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