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#81
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| > E' difficile da digerire, se non si pensa che l'utlizzatore a cui e' > rivolta e' un "club med diver". Gibbo, rispettosamente, è una storia vecchia quella del reb sportivo alla portata del diver di cui sopra è una tesi che ha mostrato dolorosamente i suoi limiti già da un po' di tempo, IMHO si intende non voglio che sembri che la mia è una "querelle" sulla ditta, ripeto che è una mia "pignone" su questo tipo di approccio ai reb nel contesto del quale questo oggetto si inserisce F. |
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#82
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| On Thu, 15 Nov 2007 09:51:36 +0100, Filippo <postafiloSUKASPAM@email.it> wrote: >Gibbo, rispettosamente, è una storia vecchia quella del reb sportivo alla >portata del diver di cui sopra E' la stessa reazione che si e' vista per ogni tipo di innovazione che c'e' stata nella subacquea: una diffidenza (a volte molto di piu') molto forte, poi il tempo ha mostrato se la nuova idea era valida. Con gli aggeggi esistenti fino ad oggi, anche io sono dela stessa idea che non poteva funzionare, troppe cose da verificare prima, troppe cose da controllare mentre lo usi. E' che proprio questo coso e' diverso fin dalla base, per questo puo' funzionare. >è una tesi che ha mostrato dolorosamente i suoi limiti già da un po' di tempo, >IMHO si intende Veramente non e' ancora stata applicata seriamente da nessuno, a parte la Draeger, che ha abbandonato per motivi commerciali (un apparecchio venduto all'esercito o ad un pompiere rende infinitamente di piu' di un apparecchio venduto ad un sub privato), fino ad ora. >non voglio che sembri che la mia è una "querelle" sulla ditta, ripeto che è una >mia "pignone" su questo tipo di approccio ai reb nel contesto del quale questo >oggetto si inserisce Tutti hanno avuto questa reazione. Leggi lo scambio di battute di Pyle e Jones con altri, anche loro hanno inizialmente reagito cosi'. Poi hanno visto che si stava parlando di qualcosa completamente diverso da quello che si era visto fino ad ora, sia per filosofia di funzionamento della macchina, sia per l'uso che ti lascia fare. Se a usi oltre i limiti, te lo dice lei che devi uscire. Pensa che l'idea di mostrare la PPO2 nel computer l'hanno mantenuta solo per non sconvolgere del tutto chi ha usato fino ad ora questi aggeggi. Ma che non non serve a nulla saperla, visto che tanto non puoi modificarla e quello che conta in questa macchina e': luce verde, continua l'immersione, luce rossa esci in CA, che fuori c'e' tutta l'aria di cui hai bisogno (che si puo' fare sempre perche' e' per immersioni senza decompressione entro i 40 metri). E' molto duro da digerire un simile sistema, per chi e' abituato alle macchine attuali, lo so. |
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| On Thu, 15 Nov 2007 09:51:36 +0100, Filippo <postafiloSUKASPAM@email.it> wrote: >Gibbo, rispettosamente, è una storia vecchia quella del reb sportivo alla >portata del diver di cui sopra E' la stessa reazione che si e' vista per ogni tipo di innovazione che c'e' stata nella subacquea: una diffidenza (a volte molto di piu') molto forte, poi il tempo ha mostrato se la nuova idea era valida. Con gli aggeggi esistenti fino ad oggi, anche io sono dela stessa idea che non poteva funzionare, troppe cose da verificare prima, troppe cose da controllare mentre lo usi. E' che proprio questo coso e' diverso fin dalla base, per questo puo' funzionare. >è una tesi che ha mostrato dolorosamente i suoi limiti già da un po' di tempo, >IMHO si intende Veramente non e' ancora stata applicata seriamente da nessuno, a parte la Draeger, che ha abbandonato per motivi commerciali (un apparecchio venduto all'esercito o ad un pompiere rende infinitamente di piu' di un apparecchio venduto ad un sub privato), fino ad ora. >non voglio che sembri che la mia è una "querelle" sulla ditta, ripeto che è una >mia "pignone" su questo tipo di approccio ai reb nel contesto del quale questo >oggetto si inserisce Tutti hanno avuto questa reazione. Leggi lo scambio di battute di Pyle e Jones con altri, anche loro hanno inizialmente reagito cosi'. Poi hanno visto che si stava parlando di qualcosa completamente diverso da quello che si era visto fino ad ora, sia per filosofia di funzionamento della macchina, sia per l'uso che ti lascia fare. Se a usi oltre i limiti, te lo dice lei che devi uscire. Pensa che l'idea di mostrare la PPO2 nel computer l'hanno mantenuta solo per non sconvolgere del tutto chi ha usato fino ad ora questi aggeggi. Ma che non non serve a nulla saperla, visto che tanto non puoi modificarla e quello che conta in questa macchina e': luce verde, continua l'immersione, luce rossa esci in CA, che fuori c'e' tutta l'aria di cui hai bisogno (che si puo' fare sempre perche' e' per immersioni senza decompressione entro i 40 metri). E' molto duro da digerire un simile sistema, per chi e' abituato alle macchine attuali, lo so. |
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| On Thu, 15 Nov 2007 09:51:36 +0100, Filippo <postafiloSUKASPAM@email.it> wrote: >Gibbo, rispettosamente, è una storia vecchia quella del reb sportivo alla >portata del diver di cui sopra E' la stessa reazione che si e' vista per ogni tipo di innovazione che c'e' stata nella subacquea: una diffidenza (a volte molto di piu') molto forte, poi il tempo ha mostrato se la nuova idea era valida. Con gli aggeggi esistenti fino ad oggi, anche io sono dela stessa idea che non poteva funzionare, troppe cose da verificare prima, troppe cose da controllare mentre lo usi. E' che proprio questo coso e' diverso fin dalla base, per questo puo' funzionare. >è una tesi che ha mostrato dolorosamente i suoi limiti già da un po' di tempo, >IMHO si intende Veramente non e' ancora stata applicata seriamente da nessuno, a parte la Draeger, che ha abbandonato per motivi commerciali (un apparecchio venduto all'esercito o ad un pompiere rende infinitamente di piu' di un apparecchio venduto ad un sub privato), fino ad ora. >non voglio che sembri che la mia è una "querelle" sulla ditta, ripeto che è una >mia "pignone" su questo tipo di approccio ai reb nel contesto del quale questo >oggetto si inserisce Tutti hanno avuto questa reazione. Leggi lo scambio di battute di Pyle e Jones con altri, anche loro hanno inizialmente reagito cosi'. Poi hanno visto che si stava parlando di qualcosa completamente diverso da quello che si era visto fino ad ora, sia per filosofia di funzionamento della macchina, sia per l'uso che ti lascia fare. Se a usi oltre i limiti, te lo dice lei che devi uscire. Pensa che l'idea di mostrare la PPO2 nel computer l'hanno mantenuta solo per non sconvolgere del tutto chi ha usato fino ad ora questi aggeggi. Ma che non non serve a nulla saperla, visto che tanto non puoi modificarla e quello che conta in questa macchina e': luce verde, continua l'immersione, luce rossa esci in CA, che fuori c'e' tutta l'aria di cui hai bisogno (che si puo' fare sempre perche' e' per immersioni senza decompressione entro i 40 metri). E' molto duro da digerire un simile sistema, per chi e' abituato alle macchine attuali, lo so. |
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| On Thu, 15 Nov 2007 09:51:36 +0100, Filippo <postafiloSUKASPAM@email.it> wrote: >Gibbo, rispettosamente, è una storia vecchia quella del reb sportivo alla >portata del diver di cui sopra E' la stessa reazione che si e' vista per ogni tipo di innovazione che c'e' stata nella subacquea: una diffidenza (a volte molto di piu') molto forte, poi il tempo ha mostrato se la nuova idea era valida. Con gli aggeggi esistenti fino ad oggi, anche io sono dela stessa idea che non poteva funzionare, troppe cose da verificare prima, troppe cose da controllare mentre lo usi. E' che proprio questo coso e' diverso fin dalla base, per questo puo' funzionare. >è una tesi che ha mostrato dolorosamente i suoi limiti già da un po' di tempo, >IMHO si intende Veramente non e' ancora stata applicata seriamente da nessuno, a parte la Draeger, che ha abbandonato per motivi commerciali (un apparecchio venduto all'esercito o ad un pompiere rende infinitamente di piu' di un apparecchio venduto ad un sub privato), fino ad ora. >non voglio che sembri che la mia è una "querelle" sulla ditta, ripeto che è una >mia "pignone" su questo tipo di approccio ai reb nel contesto del quale questo >oggetto si inserisce Tutti hanno avuto questa reazione. Leggi lo scambio di battute di Pyle e Jones con altri, anche loro hanno inizialmente reagito cosi'. Poi hanno visto che si stava parlando di qualcosa completamente diverso da quello che si era visto fino ad ora, sia per filosofia di funzionamento della macchina, sia per l'uso che ti lascia fare. Se a usi oltre i limiti, te lo dice lei che devi uscire. Pensa che l'idea di mostrare la PPO2 nel computer l'hanno mantenuta solo per non sconvolgere del tutto chi ha usato fino ad ora questi aggeggi. Ma che non non serve a nulla saperla, visto che tanto non puoi modificarla e quello che conta in questa macchina e': luce verde, continua l'immersione, luce rossa esci in CA, che fuori c'e' tutta l'aria di cui hai bisogno (che si puo' fare sempre perche' e' per immersioni senza decompressione entro i 40 metri). E' molto duro da digerire un simile sistema, per chi e' abituato alle macchine attuali, lo so. |
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| On Thu, 15 Nov 2007 09:51:36 +0100, Filippo <postafiloSUKASPAM@email.it> wrote: >Gibbo, rispettosamente, è una storia vecchia quella del reb sportivo alla >portata del diver di cui sopra E' la stessa reazione che si e' vista per ogni tipo di innovazione che c'e' stata nella subacquea: una diffidenza (a volte molto di piu') molto forte, poi il tempo ha mostrato se la nuova idea era valida. Con gli aggeggi esistenti fino ad oggi, anche io sono dela stessa idea che non poteva funzionare, troppe cose da verificare prima, troppe cose da controllare mentre lo usi. E' che proprio questo coso e' diverso fin dalla base, per questo puo' funzionare. >è una tesi che ha mostrato dolorosamente i suoi limiti già da un po' di tempo, >IMHO si intende Veramente non e' ancora stata applicata seriamente da nessuno, a parte la Draeger, che ha abbandonato per motivi commerciali (un apparecchio venduto all'esercito o ad un pompiere rende infinitamente di piu' di un apparecchio venduto ad un sub privato), fino ad ora. >non voglio che sembri che la mia è una "querelle" sulla ditta, ripeto che è una >mia "pignone" su questo tipo di approccio ai reb nel contesto del quale questo >oggetto si inserisce Tutti hanno avuto questa reazione. Leggi lo scambio di battute di Pyle e Jones con altri, anche loro hanno inizialmente reagito cosi'. Poi hanno visto che si stava parlando di qualcosa completamente diverso da quello che si era visto fino ad ora, sia per filosofia di funzionamento della macchina, sia per l'uso che ti lascia fare. Se a usi oltre i limiti, te lo dice lei che devi uscire. Pensa che l'idea di mostrare la PPO2 nel computer l'hanno mantenuta solo per non sconvolgere del tutto chi ha usato fino ad ora questi aggeggi. Ma che non non serve a nulla saperla, visto che tanto non puoi modificarla e quello che conta in questa macchina e': luce verde, continua l'immersione, luce rossa esci in CA, che fuori c'e' tutta l'aria di cui hai bisogno (che si puo' fare sempre perche' e' per immersioni senza decompressione entro i 40 metri). E' molto duro da digerire un simile sistema, per chi e' abituato alle macchine attuali, lo so. |
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