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#11
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| "d." <dave@dave.com.nonvero> ha scritto nel messaggio news:2kcxj.26$zn4.68@nntpserver.swip.net... > ...azz... anche tra colleghi.... > :)) Quello squalo era un giudice :-P Max max |
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#12
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| soilrock wrote: > http://www.corriere.it/cronache/08_f...ba99c667.shtml > qualche anno fa qua commentammo una serie di attacchi di squali a bagnanti avvenute a ridosso delle spiaggie negli Usa in poco tempo ci furono dei richiami al fatto che lo shark-feeding in quelle zone aveva reso gli squali avezzi ad avvicinarsi agli uomini associandoli alla presenza di cibo e al fatto che perdono la testa quando sentono la presenza di cibo |
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#13
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| soilrock wrote: > http://www.corriere.it/cronache/08_f...ba99c667.shtml > qualche anno fa qua commentammo una serie di attacchi di squali a bagnanti avvenute a ridosso delle spiaggie negli Usa in poco tempo ci furono dei richiami al fatto che lo shark-feeding in quelle zone aveva reso gli squali avezzi ad avvicinarsi agli uomini associandoli alla presenza di cibo e al fatto che perdono la testa quando sentono la presenza di cibo |
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| soilrock wrote: > http://www.corriere.it/cronache/08_f...ba99c667.shtml > qualche anno fa qua commentammo una serie di attacchi di squali a bagnanti avvenute a ridosso delle spiaggie negli Usa in poco tempo ci furono dei richiami al fatto che lo shark-feeding in quelle zone aveva reso gli squali avezzi ad avvicinarsi agli uomini associandoli alla presenza di cibo e al fatto che perdono la testa quando sentono la presenza di cibo |
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#15
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| soilrock wrote: > http://www.corriere.it/cronache/08_f...ba99c667.shtml > qualche anno fa qua commentammo una serie di attacchi di squali a bagnanti avvenute a ridosso delle spiaggie negli Usa in poco tempo ci furono dei richiami al fatto che lo shark-feeding in quelle zone aveva reso gli squali avezzi ad avvicinarsi agli uomini associandoli alla presenza di cibo e al fatto che perdono la testa quando sentono la presenza di cibo |
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| soilrock wrote: > http://www.corriere.it/cronache/08_f...ba99c667.shtml > qualche anno fa qua commentammo una serie di attacchi di squali a bagnanti avvenute a ridosso delle spiaggie negli Usa in poco tempo ci furono dei richiami al fatto che lo shark-feeding in quelle zone aveva reso gli squali avezzi ad avvicinarsi agli uomini associandoli alla presenza di cibo e al fatto che perdono la testa quando sentono la presenza di cibo |
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#17
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| Lo scorso settembre sono stato in crociera con Jim Abernathy sulla ShareWeater facendo esattamente le stesse immersioni come il povero avvocato austriaco. Vorrei fare qualche precisazione in merito all'articolo citato. Non si tratta di vero sharkfeeding in quanto non vengono gettati in mare " pezzi di pesci sanguinolenti". Avanzi di pesci che Jim acquista congelati vengono chiusi in ceste di plastica e calati in mare intorno alla barca. Servono ad attirare nelle vicinanze gli squali tigre e limone. Solamente al termine della settimana le ceste vengono vuotate ed il contenuto gettato a mare. Pertanto la descrizione sanguinolenta non è esatta.Anche perchè non credo che ci siano subacquei pronti ad immergersi senza protezione in un mare "insanguinato" Certo si tratta di immersioni libere in presenza di squali predatori e senza alcuna protezione. Un certo rischio ovviamente c'è e di questo i partecipanti alla crociera/avventura ne sono consapevoli.Vengono impartite precise disposizioni su come ci si deve comportare sott'acqua e se pensiamo che vengono effettuate 40 crociere all'anno con 10 passeggeri ciascuna, la quota di mortalità è sicuramente bassissima. E' comunque il primo attacco mortale che questo tipo di avventura subacquea gestita della JASA ha provocato. Le statistiche ufficiali degli ultimi 15 anni dicono che,all'anno, ci sono ca. 80 attacchi di squali all'uomo in tutto il mondo e di questi ca. il 10% hanno esito mortale. Parliamo di ca.8 decessi all'anno in tutto il mondo. Penso che persino il tennis crei più decessi. Nella sola Florida muoiono ogni anno oltre 40 persone a causae delle noci di cocco che cadono dalle palme e nessuno ha mai chiesto lo sterminio delle palme. Ora ovviamente partirà la solita campagna di demonizzazione degli squali e tutti ricorderanno Spielberg ed i suoi film. Se pensiamo quello che viene fatto annualmente agli squali dai giapponesi ed asiatici in genere con il taglio delle pinne , quasi quasi direi che ogni tanto hanno il diritto di vendicarsi sull'uomo. Cmq sabato all'Eudi di Roma il mio filmato sulla crociera con i Tiger Shark verrà proiettato nello stand di un noto Tour Operator (che tra l'altro non organizza questo tipo di crociere). Io sarei comunque pronto i ripartire nuovamente per un nuovo incontro con gli squali delle Bahamas. Ciao Martin -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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#18
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| Lo scorso settembre sono stato in crociera con Jim Abernathy sulla ShareWeater facendo esattamente le stesse immersioni come il povero avvocato austriaco. Vorrei fare qualche precisazione in merito all'articolo citato. Non si tratta di vero sharkfeeding in quanto non vengono gettati in mare " pezzi di pesci sanguinolenti". Avanzi di pesci che Jim acquista congelati vengono chiusi in ceste di plastica e calati in mare intorno alla barca. Servono ad attirare nelle vicinanze gli squali tigre e limone. Solamente al termine della settimana le ceste vengono vuotate ed il contenuto gettato a mare. Pertanto la descrizione sanguinolenta non è esatta.Anche perchè non credo che ci siano subacquei pronti ad immergersi senza protezione in un mare "insanguinato" Certo si tratta di immersioni libere in presenza di squali predatori e senza alcuna protezione. Un certo rischio ovviamente c'è e di questo i partecipanti alla crociera/avventura ne sono consapevoli.Vengono impartite precise disposizioni su come ci si deve comportare sott'acqua e se pensiamo che vengono effettuate 40 crociere all'anno con 10 passeggeri ciascuna, la quota di mortalità è sicuramente bassissima. E' comunque il primo attacco mortale che questo tipo di avventura subacquea gestita della JASA ha provocato. Le statistiche ufficiali degli ultimi 15 anni dicono che,all'anno, ci sono ca. 80 attacchi di squali all'uomo in tutto il mondo e di questi ca. il 10% hanno esito mortale. Parliamo di ca.8 decessi all'anno in tutto il mondo. Penso che persino il tennis crei più decessi. Nella sola Florida muoiono ogni anno oltre 40 persone a causae delle noci di cocco che cadono dalle palme e nessuno ha mai chiesto lo sterminio delle palme. Ora ovviamente partirà la solita campagna di demonizzazione degli squali e tutti ricorderanno Spielberg ed i suoi film. Se pensiamo quello che viene fatto annualmente agli squali dai giapponesi ed asiatici in genere con il taglio delle pinne , quasi quasi direi che ogni tanto hanno il diritto di vendicarsi sull'uomo. Cmq sabato all'Eudi di Roma il mio filmato sulla crociera con i Tiger Shark verrà proiettato nello stand di un noto Tour Operator (che tra l'altro non organizza questo tipo di crociere). Io sarei comunque pronto i ripartire nuovamente per un nuovo incontro con gli squali delle Bahamas. Ciao Martin -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| Lo scorso settembre sono stato in crociera con Jim Abernathy sulla ShareWeater facendo esattamente le stesse immersioni come il povero avvocato austriaco. Vorrei fare qualche precisazione in merito all'articolo citato. Non si tratta di vero sharkfeeding in quanto non vengono gettati in mare " pezzi di pesci sanguinolenti". Avanzi di pesci che Jim acquista congelati vengono chiusi in ceste di plastica e calati in mare intorno alla barca. Servono ad attirare nelle vicinanze gli squali tigre e limone. Solamente al termine della settimana le ceste vengono vuotate ed il contenuto gettato a mare. Pertanto la descrizione sanguinolenta non è esatta.Anche perchè non credo che ci siano subacquei pronti ad immergersi senza protezione in un mare "insanguinato" Certo si tratta di immersioni libere in presenza di squali predatori e senza alcuna protezione. Un certo rischio ovviamente c'è e di questo i partecipanti alla crociera/avventura ne sono consapevoli.Vengono impartite precise disposizioni su come ci si deve comportare sott'acqua e se pensiamo che vengono effettuate 40 crociere all'anno con 10 passeggeri ciascuna, la quota di mortalità è sicuramente bassissima. E' comunque il primo attacco mortale che questo tipo di avventura subacquea gestita della JASA ha provocato. Le statistiche ufficiali degli ultimi 15 anni dicono che,all'anno, ci sono ca. 80 attacchi di squali all'uomo in tutto il mondo e di questi ca. il 10% hanno esito mortale. Parliamo di ca.8 decessi all'anno in tutto il mondo. Penso che persino il tennis crei più decessi. Nella sola Florida muoiono ogni anno oltre 40 persone a causae delle noci di cocco che cadono dalle palme e nessuno ha mai chiesto lo sterminio delle palme. Ora ovviamente partirà la solita campagna di demonizzazione degli squali e tutti ricorderanno Spielberg ed i suoi film. Se pensiamo quello che viene fatto annualmente agli squali dai giapponesi ed asiatici in genere con il taglio delle pinne , quasi quasi direi che ogni tanto hanno il diritto di vendicarsi sull'uomo. Cmq sabato all'Eudi di Roma il mio filmato sulla crociera con i Tiger Shark verrà proiettato nello stand di un noto Tour Operator (che tra l'altro non organizza questo tipo di crociere). Io sarei comunque pronto i ripartire nuovamente per un nuovo incontro con gli squali delle Bahamas. Ciao Martin -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| Lo scorso settembre sono stato in crociera con Jim Abernathy sulla ShareWeater facendo esattamente le stesse immersioni come il povero avvocato austriaco. Vorrei fare qualche precisazione in merito all'articolo citato. Non si tratta di vero sharkfeeding in quanto non vengono gettati in mare " pezzi di pesci sanguinolenti". Avanzi di pesci che Jim acquista congelati vengono chiusi in ceste di plastica e calati in mare intorno alla barca. Servono ad attirare nelle vicinanze gli squali tigre e limone. Solamente al termine della settimana le ceste vengono vuotate ed il contenuto gettato a mare. Pertanto la descrizione sanguinolenta non è esatta.Anche perchè non credo che ci siano subacquei pronti ad immergersi senza protezione in un mare "insanguinato" Certo si tratta di immersioni libere in presenza di squali predatori e senza alcuna protezione. Un certo rischio ovviamente c'è e di questo i partecipanti alla crociera/avventura ne sono consapevoli.Vengono impartite precise disposizioni su come ci si deve comportare sott'acqua e se pensiamo che vengono effettuate 40 crociere all'anno con 10 passeggeri ciascuna, la quota di mortalità è sicuramente bassissima. E' comunque il primo attacco mortale che questo tipo di avventura subacquea gestita della JASA ha provocato. Le statistiche ufficiali degli ultimi 15 anni dicono che,all'anno, ci sono ca. 80 attacchi di squali all'uomo in tutto il mondo e di questi ca. il 10% hanno esito mortale. Parliamo di ca.8 decessi all'anno in tutto il mondo. Penso che persino il tennis crei più decessi. Nella sola Florida muoiono ogni anno oltre 40 persone a causae delle noci di cocco che cadono dalle palme e nessuno ha mai chiesto lo sterminio delle palme. Ora ovviamente partirà la solita campagna di demonizzazione degli squali e tutti ricorderanno Spielberg ed i suoi film. Se pensiamo quello che viene fatto annualmente agli squali dai giapponesi ed asiatici in genere con il taglio delle pinne , quasi quasi direi che ogni tanto hanno il diritto di vendicarsi sull'uomo. Cmq sabato all'Eudi di Roma il mio filmato sulla crociera con i Tiger Shark verrà proiettato nello stand di un noto Tour Operator (che tra l'altro non organizza questo tipo di crociere). Io sarei comunque pronto i ripartire nuovamente per un nuovo incontro con gli squali delle Bahamas. Ciao Martin -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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