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#41
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| Il 28 Feb 2008, 14:01, northvideo@martincovi.it (northvideo) ha scritto: > Infatti arrivano in quel preciso punto delle > Bahamas proprio perchè lì si sentono sicuri e protetti dall'acqua bassa e > da quei simpatici esseri vestiti di gomma, disarmati e non violenti, che > si accontentano di ammirarli. > Cambiando di fatto (o tentando di farlo) la natura di un predatore del mare, con un compito biologico ben preciso, e perfettamente in grado di farlo, dato che sopravvivono da tempi primordiali. Richiamare gli squali con del cibo (sangue o non sangue lo fiutano bene) per consentire a gente con la muta di farci immersioni in mezzo è una forzatura, IMO. Come quelli che allevano tigri e leoni, prendendoli da cuccioli. Che poi tu abbia voglia di farlo, sono affari tuoi. In effetti per me il problema è nella testa di chi fa ste cose: ognuno rischia la propria pelle come preferisce. Mi scoccia un pochetto che uno squalo, forte di queste nuove esperienze degli "amici degli squali", mi possa incontrare ed avvicinarsi a me pensando "uhm, un simpatico ometto con la muta ... speriamo che mi abbia portato del pesce da mangiare, ma nel caso mi mangio lui". A. -------------------------------- Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/ |
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#42
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| evidentemente vivendo direttamente questa esperienza si ottiene una diversa visione del mondo subacqueo e dell'approccio con i suoi abitanti. Trovo cmq un pò semplicistico condannare immersioni a contatto con gli squali e,magari, tollerare ed accettare quelle con mante, tartarughe, cernie, squali balena, napoleone ( razza quasi estinta grazie alle tonnellate di uova sode prima e palline da ping pong dopo che migliaia di noi ha loro propinato nel Mar Rosso). E questo solo perchè evidentemente la manta e lo squalo balena non ci fà paura e quindi possiamo accarezzarli, circondarli e stressarli a nostro piacere. C'è sott'acqua chi si infila in grotte strette e senza uscita o che si immerge oltre i 100 metri di profondità. O è incosciente o ritiene di sapere cosa stà facendo e prende tutte le precauzioni possibili per uscirne indenne. C'è chi giornalmente si mette al volante della sua macchina e và a lavorare. Se dovesse fare un ragionamento ponderato starebbe a casa nel suo letto. Corriamo rischi dappertutto. Ma non possiamo paragonare questo tipo di immersioni, fatte con alle spalle un'organizzazione professionale e valida che dopo 10 anni di attività deve registrare un decesso, ad uno che si butta dal campanile sperando di uscirne vivo. Ho famiglia, lavoro, figli e non ho più,purtroppo, 20 anni. Ritengo di aver vissuto un'avventura non più pericolosa di una sciata o di una arrampicata in montagna. Ero cmq conscio che un'attività fatta nella natura libera ha dei pericoli ma identici a quelli che ho corso e continuerò a correre nella mia vita. Ho avuto la fortuna di incontrare molti animali di grande taglia sott'acqua e non ne ho avuto mai paura, ne sono stato sempre affascinato ed ho sempre cercato di avvicinarmi il più possibile a loro, con calma e pazienza. Spesso sono stato accontentato e spero che così sia anche in futuro. La volta che avrò paura di incontrare un pesce di qualsiasi genere o taglia sarà ora di cambiare attività. Per finire, non ho mai portato cibo ai pesci e non lo farò neppure in futuro. Sono convinto che attirarli con delle esche senza cibarli sia un'altra cosa. Ovviamente è giusto che ognuno la pensi come crede e gestisca la sua vita come li pare almeno finchè non arreca danni ad altri. Io sono convinto di non danneggiare nessuno, ne pesce ne uomo, e non mi reputo neppure un incosciente. Martin -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| evidentemente vivendo direttamente questa esperienza si ottiene una diversa visione del mondo subacqueo e dell'approccio con i suoi abitanti. Trovo cmq un pò semplicistico condannare immersioni a contatto con gli squali e,magari, tollerare ed accettare quelle con mante, tartarughe, cernie, squali balena, napoleone ( razza quasi estinta grazie alle tonnellate di uova sode prima e palline da ping pong dopo che migliaia di noi ha loro propinato nel Mar Rosso). E questo solo perchè evidentemente la manta e lo squalo balena non ci fà paura e quindi possiamo accarezzarli, circondarli e stressarli a nostro piacere. C'è sott'acqua chi si infila in grotte strette e senza uscita o che si immerge oltre i 100 metri di profondità. O è incosciente o ritiene di sapere cosa stà facendo e prende tutte le precauzioni possibili per uscirne indenne. C'è chi giornalmente si mette al volante della sua macchina e và a lavorare. Se dovesse fare un ragionamento ponderato starebbe a casa nel suo letto. Corriamo rischi dappertutto. Ma non possiamo paragonare questo tipo di immersioni, fatte con alle spalle un'organizzazione professionale e valida che dopo 10 anni di attività deve registrare un decesso, ad uno che si butta dal campanile sperando di uscirne vivo. Ho famiglia, lavoro, figli e non ho più,purtroppo, 20 anni. Ritengo di aver vissuto un'avventura non più pericolosa di una sciata o di una arrampicata in montagna. Ero cmq conscio che un'attività fatta nella natura libera ha dei pericoli ma identici a quelli che ho corso e continuerò a correre nella mia vita. Ho avuto la fortuna di incontrare molti animali di grande taglia sott'acqua e non ne ho avuto mai paura, ne sono stato sempre affascinato ed ho sempre cercato di avvicinarmi il più possibile a loro, con calma e pazienza. Spesso sono stato accontentato e spero che così sia anche in futuro. La volta che avrò paura di incontrare un pesce di qualsiasi genere o taglia sarà ora di cambiare attività. Per finire, non ho mai portato cibo ai pesci e non lo farò neppure in futuro. Sono convinto che attirarli con delle esche senza cibarli sia un'altra cosa. Ovviamente è giusto che ognuno la pensi come crede e gestisca la sua vita come li pare almeno finchè non arreca danni ad altri. Io sono convinto di non danneggiare nessuno, ne pesce ne uomo, e non mi reputo neppure un incosciente. Martin -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| evidentemente vivendo direttamente questa esperienza si ottiene una diversa visione del mondo subacqueo e dell'approccio con i suoi abitanti. Trovo cmq un pò semplicistico condannare immersioni a contatto con gli squali e,magari, tollerare ed accettare quelle con mante, tartarughe, cernie, squali balena, napoleone ( razza quasi estinta grazie alle tonnellate di uova sode prima e palline da ping pong dopo che migliaia di noi ha loro propinato nel Mar Rosso). E questo solo perchè evidentemente la manta e lo squalo balena non ci fà paura e quindi possiamo accarezzarli, circondarli e stressarli a nostro piacere. C'è sott'acqua chi si infila in grotte strette e senza uscita o che si immerge oltre i 100 metri di profondità. O è incosciente o ritiene di sapere cosa stà facendo e prende tutte le precauzioni possibili per uscirne indenne. C'è chi giornalmente si mette al volante della sua macchina e và a lavorare. Se dovesse fare un ragionamento ponderato starebbe a casa nel suo letto. Corriamo rischi dappertutto. Ma non possiamo paragonare questo tipo di immersioni, fatte con alle spalle un'organizzazione professionale e valida che dopo 10 anni di attività deve registrare un decesso, ad uno che si butta dal campanile sperando di uscirne vivo. Ho famiglia, lavoro, figli e non ho più,purtroppo, 20 anni. Ritengo di aver vissuto un'avventura non più pericolosa di una sciata o di una arrampicata in montagna. Ero cmq conscio che un'attività fatta nella natura libera ha dei pericoli ma identici a quelli che ho corso e continuerò a correre nella mia vita. Ho avuto la fortuna di incontrare molti animali di grande taglia sott'acqua e non ne ho avuto mai paura, ne sono stato sempre affascinato ed ho sempre cercato di avvicinarmi il più possibile a loro, con calma e pazienza. Spesso sono stato accontentato e spero che così sia anche in futuro. La volta che avrò paura di incontrare un pesce di qualsiasi genere o taglia sarà ora di cambiare attività. Per finire, non ho mai portato cibo ai pesci e non lo farò neppure in futuro. Sono convinto che attirarli con delle esche senza cibarli sia un'altra cosa. Ovviamente è giusto che ognuno la pensi come crede e gestisca la sua vita come li pare almeno finchè non arreca danni ad altri. Io sono convinto di non danneggiare nessuno, ne pesce ne uomo, e non mi reputo neppure un incosciente. Martin -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| evidentemente vivendo direttamente questa esperienza si ottiene una diversa visione del mondo subacqueo e dell'approccio con i suoi abitanti. Trovo cmq un pò semplicistico condannare immersioni a contatto con gli squali e,magari, tollerare ed accettare quelle con mante, tartarughe, cernie, squali balena, napoleone ( razza quasi estinta grazie alle tonnellate di uova sode prima e palline da ping pong dopo che migliaia di noi ha loro propinato nel Mar Rosso). E questo solo perchè evidentemente la manta e lo squalo balena non ci fà paura e quindi possiamo accarezzarli, circondarli e stressarli a nostro piacere. C'è sott'acqua chi si infila in grotte strette e senza uscita o che si immerge oltre i 100 metri di profondità. O è incosciente o ritiene di sapere cosa stà facendo e prende tutte le precauzioni possibili per uscirne indenne. C'è chi giornalmente si mette al volante della sua macchina e và a lavorare. Se dovesse fare un ragionamento ponderato starebbe a casa nel suo letto. Corriamo rischi dappertutto. Ma non possiamo paragonare questo tipo di immersioni, fatte con alle spalle un'organizzazione professionale e valida che dopo 10 anni di attività deve registrare un decesso, ad uno che si butta dal campanile sperando di uscirne vivo. Ho famiglia, lavoro, figli e non ho più,purtroppo, 20 anni. Ritengo di aver vissuto un'avventura non più pericolosa di una sciata o di una arrampicata in montagna. Ero cmq conscio che un'attività fatta nella natura libera ha dei pericoli ma identici a quelli che ho corso e continuerò a correre nella mia vita. Ho avuto la fortuna di incontrare molti animali di grande taglia sott'acqua e non ne ho avuto mai paura, ne sono stato sempre affascinato ed ho sempre cercato di avvicinarmi il più possibile a loro, con calma e pazienza. Spesso sono stato accontentato e spero che così sia anche in futuro. La volta che avrò paura di incontrare un pesce di qualsiasi genere o taglia sarà ora di cambiare attività. Per finire, non ho mai portato cibo ai pesci e non lo farò neppure in futuro. Sono convinto che attirarli con delle esche senza cibarli sia un'altra cosa. Ovviamente è giusto che ognuno la pensi come crede e gestisca la sua vita come li pare almeno finchè non arreca danni ad altri. Io sono convinto di non danneggiare nessuno, ne pesce ne uomo, e non mi reputo neppure un incosciente. Martin -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it |
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| northvideo ha scritto: > C'è sott'acqua chi si infila in grotte strette e senza uscita o che si > immerge oltre i 100 metri di profondità. O è incosciente o ritiene di > sapere cosa stà facendo e prende tutte le precauzioni possibili per > uscirne indenne. martin, qui nessuno ha messo a confronto il rischio di fare una immersione senza gabbia tra gli squali con quello di una immersione in grotta a 100 metri per la durata di 12 ore. non stiamo parlando di rischi. tu puoi fare quello che vuoi e correre i rischi che desideri, avendo o non avendo paura degli squali. però io ho la libertà di pensare che il business con gli squali non debba essere l'unico modo esclusivo per conoscerli amarli etc etc. e non stiamo parlando di un viaggio ogni tanto, ma di 40 crociere all'anno, quasi una alla settimana. pastura e ripastura da 10 anni per 40 volte l'anno, un'affezionata cerchia di condritti di pavlov se la sarà fatta. quindi, qualcosa di sicuro si è modificato (danneggiato come dici tu): il comportamento. il concepire la natura come qualcosa che ha un senso solo se rende in termini di business (dicasi anche per i beni culturali) imho è aberrante L. |
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| northvideo ha scritto: > C'è sott'acqua chi si infila in grotte strette e senza uscita o che si > immerge oltre i 100 metri di profondità. O è incosciente o ritiene di > sapere cosa stà facendo e prende tutte le precauzioni possibili per > uscirne indenne. martin, qui nessuno ha messo a confronto il rischio di fare una immersione senza gabbia tra gli squali con quello di una immersione in grotta a 100 metri per la durata di 12 ore. non stiamo parlando di rischi. tu puoi fare quello che vuoi e correre i rischi che desideri, avendo o non avendo paura degli squali. però io ho la libertà di pensare che il business con gli squali non debba essere l'unico modo esclusivo per conoscerli amarli etc etc. e non stiamo parlando di un viaggio ogni tanto, ma di 40 crociere all'anno, quasi una alla settimana. pastura e ripastura da 10 anni per 40 volte l'anno, un'affezionata cerchia di condritti di pavlov se la sarà fatta. quindi, qualcosa di sicuro si è modificato (danneggiato come dici tu): il comportamento. il concepire la natura come qualcosa che ha un senso solo se rende in termini di business (dicasi anche per i beni culturali) imho è aberrante L. |
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| northvideo ha scritto: > C'è sott'acqua chi si infila in grotte strette e senza uscita o che si > immerge oltre i 100 metri di profondità. O è incosciente o ritiene di > sapere cosa stà facendo e prende tutte le precauzioni possibili per > uscirne indenne. martin, qui nessuno ha messo a confronto il rischio di fare una immersione senza gabbia tra gli squali con quello di una immersione in grotta a 100 metri per la durata di 12 ore. non stiamo parlando di rischi. tu puoi fare quello che vuoi e correre i rischi che desideri, avendo o non avendo paura degli squali. però io ho la libertà di pensare che il business con gli squali non debba essere l'unico modo esclusivo per conoscerli amarli etc etc. e non stiamo parlando di un viaggio ogni tanto, ma di 40 crociere all'anno, quasi una alla settimana. pastura e ripastura da 10 anni per 40 volte l'anno, un'affezionata cerchia di condritti di pavlov se la sarà fatta. quindi, qualcosa di sicuro si è modificato (danneggiato come dici tu): il comportamento. il concepire la natura come qualcosa che ha un senso solo se rende in termini di business (dicasi anche per i beni culturali) imho è aberrante L. |
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| northvideo ha scritto: > C'è sott'acqua chi si infila in grotte strette e senza uscita o che si > immerge oltre i 100 metri di profondità. O è incosciente o ritiene di > sapere cosa stà facendo e prende tutte le precauzioni possibili per > uscirne indenne. martin, qui nessuno ha messo a confronto il rischio di fare una immersione senza gabbia tra gli squali con quello di una immersione in grotta a 100 metri per la durata di 12 ore. non stiamo parlando di rischi. tu puoi fare quello che vuoi e correre i rischi che desideri, avendo o non avendo paura degli squali. però io ho la libertà di pensare che il business con gli squali non debba essere l'unico modo esclusivo per conoscerli amarli etc etc. e non stiamo parlando di un viaggio ogni tanto, ma di 40 crociere all'anno, quasi una alla settimana. pastura e ripastura da 10 anni per 40 volte l'anno, un'affezionata cerchia di condritti di pavlov se la sarà fatta. quindi, qualcosa di sicuro si è modificato (danneggiato come dici tu): il comportamento. il concepire la natura come qualcosa che ha un senso solo se rende in termini di business (dicasi anche per i beni culturali) imho è aberrante L. |
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